Arrivano novità sugli aumenti degli stipendi e sugli arretrati spettanti ai docenti ed al personale della scuola con il rinnovo dei contratti degli statali 2018 e, nello specifico, del contratto della scuola. Secondo quanto emerso in questi giorni riguardo all'iter di entrata in vigore del nuovo contratto scuola, infatti, il 21 marzo il Consiglio dei Ministri e Marianna Madia hanno espresso parere favorevoli sul rinnovo del contratto della scuola con validità per il triennio 2016-2018 sulla base dell'accordo al quale erano arrivati i sindacati nella sede dell'Aran l'8 febbraio 2018.
Il parere favorevole del Consiglio dei Ministri era un passaggio fondamentale per il rinnovo del contratto scuola: al pari degli altri contratti statali già firmati, occorrerà adesso attendere il placet della Corte dei conti.
Ultime oggi contratto scuola 2018 e contratti statali: arretrati e aumenti stipendi
In ogni modo, con il rinnovo dei contratti statali e del contratto della scuola del 2018, docenti e personale Ata si vedranno accreditare gli aumenti degli stipendi a partire dal mese in corso e gli arretrati spettanti per i primi due anni relativi al rinnovo del contratto, ovvero per il 2016 e per il 2017. Il parere della Corte dei Conti, informa il quotidiano Italia Oggi, dovrebbe arrivare nell'arco delle prossime due settimane, probabilmente in tempo affinché arretrati ed aumenti degli stipendi possano essere pagati al personale della scuola nella busta paga del mese di aprile 2018.
Dalle indiscrezioni delle scorse settimane gli aumenti degli stipendi dei docenti della scuola e del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (Ata) dovrebbero aggirarsi sui 50 euro netti. Mentre gli arretrati per il mancato rinnovo dei contratti statali negli anni 2016 e 2017 è previsto, per il comparto della scuola, su una media di 400 euro netti.
Contratto scuola: le novità 2018 per docenti sul bonus merito e mobilità
Il rinnovo del contratto degli statali e del personale della scuola, tuttavia, lascia invariate le regole relative alle prestazioni dei docenti e dei dipendenti Ata, nonché le procedure sulle assenze e sui permessi. Le novità del nuovo contratto, oltre all'aspetto economico degli aumenti degli stipendi e degli arretrati, riguardano la validità triennale del contratto integrativo sulla mobilità dei docenti (rispetto alla cadenza di un anno, come avveniva fino all'anno scorso), ad esclusione delle utilizzazioni e delle assegnazioni provvisorie.
Ulteriore novità riguarderà, invece, il bonus dei docenti, istituito dalla riforma della Buona scuola di Renzi tre anni fa: i criteri per l'assegnazione del bonus agli insegnanti meritevoli verranno contrattualizzati a livello di istituto, diversamente da quanto avvenuto nei primi anni della riforma renziana. In tal modo, i parametri per l'assegnazione dei soldi ai docenti verranno sottratti al comitato di valutazione e i dirigenti scolastici dovranno attenersi ai criteri stabiliti in sede contrattuale.