Arrivano novità dai programmi di riforma della pensione anticipata del M5S e della Lega sulla possibile adozione della quota 100 e della quota 41 applicata a tutti i contribuenti e non limitata ai soli precoci. Infatti, è notizia degli ultimi giorni, che la pensione anticipata con la doppia quota potrebbe mandare in pensione l'Ape social, tanto faticosamente conquistato per aumentare la flessibilità in uscita. L'anticipo pensionistico a carico dello Stato, infatti, garantisce una flessibilità limitata a poche categorie di lavoratori, tra i quali i precoci che, al di là dei contributi, devono rientrare negli stessi requisiti dell'Ape social.

L'assegno social verrebbe inglobato nella stessa quota 41 dei precoci, slegata però dai vincoli attuali, e nella quota 100. E' Il Sole 24 Ore ad anticipare le possibili mosse dei due partiti in vista del superamento della riforma Fornero e del meccanismo di adeguamento delle pensioni anticipate e di vecchiaia alla speranza di vita. In questo scenario potrebbero continuare ad essere vigenti solo l'Ape volontaria, proprio in questi giorni al debutto, e l'Ape aziendale.

Uscita pensione anticipata, quota 100 e quota 41 precoci: le possibili novità M5S-Lega

La possibile riforma della pensione anticipata con quota 41 per tutti e con quota 100, da quanto si apprende dai programmi del Carroccio e del M5S, andrebbe nella direzione di garantire una maggiore flessibilità in uscita dei lavoratori. Con costi, però, contestati proprio in questi giorni da Tito Boeri, Presidente dell'Inps, che ha parlato di oltre 100 miliardi di euro per il pacchetto "flessibilità in uscita" delle due quote.

La quota 100, assicurerebbe il giusto mix tra età di uscita e contributi versati, facendone la somma. Tuttavia, proprio sul programma delle Pensioni della Lega, si legge di un paletto di uscita che porrebbe l'età minima a 64 anni in presenza di 36 anni di contributi: tale vincolo potrebbe diminuire solo all'aumentare del requisito anagrafico. La pensione anticipata a quota 100 e quella a quota 41 anni di contributi per tutti, rappresenterebbero il vero punto d'unione tra i due partiti in tema di pensioni.

Ma nella quota 100 del M5S, a differenza del documento della Lega, non si legge di un'età minima di 64 anni. I Pentastellati, individuano, inoltre, altre misure per la pensione anticipata delle lavoratrici, con riproposizione dell'uscita con opzione donna e la distinzione dei lavori in più o meno usuranti (con la previsione di una tabella). Il costo delle varie misure di pensione anticipata proposta dal M5S non dovrebbe andare oltre ai 10,5, massimo 11, miliardi di euro per ogni anno, da recuperare attraverso la spending review e le misure di tax espenditures, oltre a risorse non spese proprio dell'Ape social.

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Ultime pensione anticipata, uscita 2018 contributivo: confronto con quota 100 e precoci

I conti della Lega sulla pensione anticipata a quota 100 e a quota 41 prevederebbero un costo annuo di 5 miliardi di euro, calcolato fino al 2028. In primis, si riproporrebbe la quota 41 dei precoci applicata a tutti i lavoratori, con possibile aumento, però, della quota stessa a 41,6. In tal modo, si eliminerebbero i vincoli esistenti sull'attuale pensione anticipata dei precoci che ne determinano una restrizione evidente delle possibilità di uscita.

L'altra possibilità è la quota 100 con età minima di 64 anni, ma la Lega avrebbe intenzione di proporre una revisione dell'attuale pensione anticipata dei lavoratori ricadenti nel sistema contributivo. Ovvero si tratterebbe di abbassare la quota di 2,8 volte l'assegno sociale prevista sulla futura pensione per poterne beneficiare di oltre un punto, ovvero a 1,5-1,6. L'attuale vincolo, data la situazione dei lavoratori del contributivo, restringe ampiamente la platea dei pensionandi: è necessario, per l'uscita già dai 63 anni e 7 mesi (intesa come età minima), avere un assegno di pensione sostanzioso, incompatibile con le condizioni del mercato del lavoro attuale.

Anche la pensione anticipata contributiva sarà sottoposta al rialzo dei 5 mesi dal 1° gennaio 2019 previsto dalla riforma Fornero (dunque, l'età minima sarà di 64 anni e l'assegno dovrà continuare ad essere 2,8 volte maggiore del sociale).

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