Le ultime novità sulle Pensioni ad oggi 11 maggio 2018 vedono proseguire gli sforzi per la formazione di un nuovo Governo tra Lega e Movimento 5 Stelle, con il tentativo di trovare una quadra tra i diversi programmi. La convergenza principale sembra registrarsi però sul superamento della legge Fornero, mentre appare più complicato conciliare reddito di cittadinanza e flat tax. Nel frattempo dall'opposizione arrivano nuove prese di posizione in merito alla sostenibilità delle promesse elettorali riguardanti il sistema pensionistico.

Infine, dai Comitati si registrano nuovi incontri riguardo le rivendicazioni dei lavoratori sulla necessità di maggiore flessibilità previdenziale. Vediamo insieme tutti i dettagli al riguardo nel nostro nuovo articolo di approfondimento.

Pensioni, tra Lega e M5S il superamento della Fornero è il principale punto di convergenza

La Lega ed il Movimento 5 Stelle proseguono il lavoro di confronto in merito alla possibile formazione di un Governo comune. "Abbiamo chiesto due o tre giorni a Mattarella per chiudere tutto, se si chiude: sennò si vota" ha spiegato ieri il leader leghista Matteo Salvini, sottolineando che tra i temi chiave in discussione ci sono "pensioni, tasse, lavoro, immigrazione, scuola e giustizia".

Al riguardo, proprio il superamento della legge Fornero sembra essere divenuto uno dei punti dove si riscontra maggiore convergenza, sebbene non siano ancora stati resi noti dettagli in merito alle singole misure. Resta il fatto che sul tema ormai non si parla più di una vera e propria abolizione, ma piuttosto di una modifica. Un elemento che conferma i passi in avanti fatti sulla questione, vista la difficoltà di reperire le coperture per poter procedere ad una vera e propria cancellazione.

L'avvio di un esecutivo comune non è comunque scontato. Secondo il leader del M5S Luigi Di Maio, "i due programmi non sempre sono compatibili". Le difficoltà principali riguardano probabilmente l'avvio contemporaneo del reddito di cittadinanza e della flat tax, due misure che prevedono il reperimento di coperture ingenti.

Damiano (PD): le proposte di M5S e Lega sono inattuabili

"Sentendo le dichiarazioni degli esponenti di Lega e 5 Stelle il programma che si sta definendo è un piatto molto ricco", spiega Cesare Damiano.

Secondo l'esponente democratico, abbiamo "reddito di cittadinanza non assistenziale, con un costo valutato in 16-17 miliardi di euro; flat tax, lavoro e legge Fornero. Altri pacchi di miliardi, senza dimenticare che vanno trovati 12 miliardi di euro nel 2018 e 19 l'anno prossimo per non aumentare l'Iva". Una prospettiva che rischia di mettere a dura prova le promesse elettorali. Tanto che l'ex Presidente della Commissione lavoro alla Camera ha suggerito di proseguire nella strada già intrapresa durante la precedente legislatura, avviando la nona salvaguardia per i lavoratori esodati, il proseguimento dell'opzione donna, rendendo l'APE strutturale ed estendendo la quota 41 a tutti i lavoratori precoci.

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Fornaro (Leu): opposizione intransigente all'esecutivo nascente

Se prenderà vita un asse tra Movimento 5 Stelle e Lega si avvierà anche un'opposizione intransigente da parte di Liberi e Uguali. Lo afferma il capogruppo alla Camera Federico Fornaro, spiegando che il nuovo esecutivo sarà sfidato sulle questioni chiave che interessano gli italiani. "Crediamo che si debbano risolvere i problemi veri dei cittadini a partire dal lavoro e dagli investimenti, dalle pensioni, dalla sanità pubblica al contrasto alla povertà.

Vedremo come saranno capaci di passare dalle promesse ai fatti, visto che Lega e 5 Stelle hanno promesso in campagna elettorale tutto e il contrario di tutto".

D'Achille (Lavoro e Pensioni) incontra Nannicini

L'amministratore del gruppo "Lavoro e Pensioni: problemi e soluzioni" ha incontrato nella giornata di ieri il Prof. Tommaso Nannicini, con il quale sono stati ridiscussi innanzitutto i punti già vagliati in precedenza con il Prof. Marco Leonardi. "A quei punti ne ho aggiunto un altro: visto che per l'INPS chi riceve già un provvedimento economico di invalidità non può riceverne altri, ho posto la problematica di chi, invalido al 74%, riceve un assegno, misero, di invalidità nel caso in cui la sua patologia causasse un superamento del periodo di comporto ed il relativo licenziamento, inappellabile in quanto per giusta causa, questi non potrà usufruire della Naspi, di importo ben più corposo".

Mauro D'Achille ha quindi sottolineato che "tale misura rende di fatto il lavoratore invalido licenziato, un nuovo povero". Si è quindi proceduto ad esaminare nuovi possibili emendamenti riguardanti APE, precoci, aspettativa di vita, TFS e cumulo gratuito. Oltre ad evidenziare le vicende relative agli esodati ancora non salvaguardati e al riconoscimento del lavoro di cura per le donne.

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