Riforma delle Pensioni con reintroduzione del meccanismo della quota 100 per la pensione anticipata, potenziamento della Quota 41 dei precoci, lotta all'illegalità, "Flat tax" in salita rispetto alla quota del 15 per cento, regole semplici per le imprese e lotta alla povertà: sono questi i punti chiave sui quali potrebbe poggiarsi l'intesa di Governo tra il Moviemento 5 Stelle e la Lega. Più semplice arrivare all'accordo sulle pensioni e sull'abolizione della riforma Fornero, più complicato il dialogo sull'economia e sulla politica estera.

Di Maio e Salvini, in ogni modo, in un eventuale accordo di Governo dovranno trovare le soluzioni chieste dai lavoratori, dalle imprese e dai cittadini: l'intesa potrebbe essere totale sulla giustizia ma, al di là degli argomenti presentati in campagna elettorale, l'impressione è che alcuni punti chiave dovranno, necessariamente, essere ridimensionati per la stabilità del bilancio pubblico.

Pensione anticipata: ultime novità oggi su intesa Di Maio-Salvini a Quota 41 e Quota 100

L'addio alla riforma Fornero, con la reintroduzione del meccanismo delle quote per la pensione anticipata (Quota 100 e riproposizione meno vincolata della Quota 41) è stato il cavallo di battaglia dei due partiti negli ultimi mesi.

Entrambe le forze politiche sostengono che la riforma delle pensioni introdotte dall'allora Governo Monti rappresenti una penalizzazione troppo eccessiva per i contribuenti, costretti a vedersi spostata in avanti l'età di uscita per la pensione ogni tre anni (ma dal 2019, con la pensione di vecchiaia a 67 anni, ogni biennio). La pensione anticipata a quota 100, sommando contributi ed età, rappresenta il punto d'unione del programma della Lega con quello del M5S, al pari degli interventi volti all'abolizione degli aumenti dell'Iva, della riforme sulla tassazione e di una nuova legge anticorruzione.

Tuttavia, tornare alle vecchie regole di uscita per la pensione non sarà affatto semplice.

Uscita pensione anticipata con opzione donna, Quota 100 o a 65 anni: ultime notizie oggi

Nei programmi di M5S e Lega, infatti, oltre alla pensione anticipata a Quota 100, dovrebbe tornare ad essere prorogata l'uscita anticipata con Opzione Donna, il potenziamento della Quota 41 per i lavoratori precoci e interventi, come previsti nel programma della Lega scritto da Alberto Brambilla, sulla pensione anticipata dei lavoratori del contributivo, ovvero di chi abbia iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996.

Nella versione classica della Quota 100, l'uscita sarebbe possibile già con 40 anni di contributi e l'età di 60 anni, con 35 si andrebbe in pensione anticipata a 65 anni, rispetto ai 67 previsti dal 1° gennaio 2019 per la pensione di vecchiaia. Uno sconto che, secondo quanto riporta oggi il quotidiano La Stampa, sarebbe di costosa attuazione: riformare la Fornero costerebbe fino a 20 miliardi all'anno, circa 100 per l'intera legislatura. Il problema è sempre quello delle coperture: è difficile trovare delle entrate alternative. L'ipotesi più attendibile, secondo il quotidiano piemontese, potrebbe essere rappresentata da un lavoro di riforma che possa riportare le pensioni sotto la soglia della quota di uscita a 65 anni.

A maggior ragione del fatto che il programma della Lega preveda un'età minima di 64 anni per usufruire della Quota 100: la misura, dunque, verrebbe ammorbidita in funzione del mantenimento in ordine dei conti e del deficit pubblico, argomenti sui quali è tornata ieri la Banca d'Italia che ha avvisato dei rischi cui si potrebbe andare incontro con l'abolizione della riforma Fornero.

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