La questione del taglio a privilegi e vitalizi dei parlamentari, autentico cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle arriva alla Camera. Per Fraccaro, Ministro dei Rapporti con il Parlamento e fermo sostenitore del taglio ai vitalizi, “il tempo dei privilegi è finito”. Oggi 27 giugno è stata incardinata all’Ufficio di Presidenza del Consiglio dei Ministri la cosiddetta delibera Fico. Si tratta del provvedimento che mira a ridurre i vitalizi della Politica, a partire da quelli ai parlamentari.

Adesso la delibera deve superare gli scogli delle votazioni alle Camere, naturalmente dopo gli emendamenti che arriveranno e che devono essere presentati entro domani, 28 giugno. Se davvero la delibera diventerà effettiva e quindi approvata dalle Camere (tra Lega e M5S, i numeri ci sono per la sua approvazione), le novità entreranno in vigore dal prossimo novembre. Ecco di cosa si tratta e che genere di taglio prevede il provvedimento.

L’abolizione dei privilegi

"In una stanza chiusa sono stati creati ed in una stanza chiusa verranno eliminati”, così Fraccaro a Radio Capital ha commentato quello che per i 5 stelle è un provvedimento da sempre voluto. Una operazione che porterà risparmi per 40 milioni di euro allo Stato. Tagli tra il 20 ed il 50% medi per i vitalizi agli ex parlamentari, con punte che potrebbero superare l’80%. Il testo adesso deve essere votato e in agenda le date utili saranno nella settimana tra il 9 ed il 13 luglio.

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Pensioni Politica

Dal punto di vista tecnico la novità prevede che i vitalizi ai parlamentari saranno ricalcolati con il sistema contributivo, come succede a tutte le Pensioni che paga l’Inps. Per i parlamentari che hanno svolto un solo mandato e quindi hanno una sola legislatura il vitalizio sarà di 980 euro che è anche la soglia minima fissata dalla delibera. Dei 1405 vitalizi erogati ad ex deputati della Camera, 1338 saranno ricalcolati e quindi ridotti.

Tra Camera e Senato sono 2.600 gli ex parlamentari a percepire il benefit e secondo i dati Inps, questi costeranno allo Stato la bellezza di 207 milioni solo per il 2018.

La battaglia e le polemiche

Se alla Camera la situazione è fluida, con i numeri della Maggioranza che lasciano ben sperare i promotori del provvedimento, con in testa il Presidente della camera Roberto Fico, al Senato la situazione sembra meno sicura.

Intanto iniziano le polemiche con l’associazione degli ex parlamentari che come riporta l’edizione odierna del “Fatto Quotidiano”, minacciano azioni contro quello che definiscono attentato allo stato di diritto. Il timore è quello che i vitalizi siano solo l’apripista all’obiettivo vero del M5S e del nuovo Governo, cioè il ritocco alle pensioni sopra i 5.000 euro. Pd e Forza Italia si sono detti favorevoli al provvedimento, ma con le opportune correzioni perché come dice la Carfagna per Forza Italia, ben vengano i tagli ai privilegi, ma non la rapina di stato contro le vedove.

Nello specifico la delibera prevede che per quanti hanno alle spalle 4 legislature, i vitalizi si fermino a quanto maturato al 31 ottobre prossimo, giorno precedente all’entrata in vigore del provvedimento se davvero dovesse essere approvato.

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