La dirigenza della Bekaert ha disertato l'incontro organizzato al Ministero dello Sviluppo Economico in questo martedì 26 giugno. Oltre ai dirigenti del gruppo belga, al tavolo mancavano anche i rappresentanti del nostro Governo. Il summit era stato fissato dopo l'improvvisa chiusura dello stabilimento di Figline Valdarno, in provincia di Firenze, nel quale lavorano 318 lavoratori.

La Bekaert diserta l'appuntamento al Ministero dello Sviluppo Economico

La grave crisi dell'azienda Bekaert sembra non avere fine.

Dopo l'improvvisa chiusura dello stabilimento di Figline Valdarno, avvenuta venerdì 22 giugno, il Ministero dello Sviluppo Economico aveva fissato per questo martedì 26 giugno un incontro con la dirigenza del gruppo belga, ma nessuno si è presentato all'appuntamento.

Al summit si sono presentati sindacalisti, difensori dei lavoratori e il presidente della Regione Enrico Rossi, mentre mancavano anche i rappresentati del Governo. Lo stesso Rossi ha dichiarato che l'assenza istituzionale può essere giustificata dal fatto che il Governo è nella fase iniziale del suo operato, ma sarebbe stato comunque opportuno garantire la presenza di almeno un rappresentante.

Intanto, per provare a sensibilizzare ulteriormente l'opinione pubblica ed elevare il coro dei diritti dei lavoratori, il Comune di Figline e Incisa Valdarno ha deciso di organizzare per venerdì 29 giugno, alle 20:30, un corteo popolare che partirà proprio dalla Bekaert. Alle ore 21:30 è previsto l'arrivo nella centrale Piazza Marsilio Ficino e l'avvio di un consiglio comunale aperto.

Un banco di prova del Governo contro la delocalizzazione

La multinazionale Bekaert, con sede in Belgio, che produce la corda metallica di rinforzo per gli pneumatici, ha chiuso il sito produttivo di Figline e Incisa Valdarno per concentrare maggiori investimenti nello stabilimento che ha in Romania, nella cittadina di Slatina.

Sul suolo romeno si stima che il costo del lavoro sia di 5 volte inferiore a quello italiano.

Come se non bastasse, lo scorso 31 dicembre è anche scaduto l’obbligo che impegnava la Bekaert a mantenere gli standard occupazionali garantiti dall'intesa firmata con la Pirelli all’atto della cessione dell'impianto nel 2014.

In pochissimi giorni, così, dalla sede centrale di Bekaert è stato impartito l'ordine di serrare lo stabilimento lasciando improvvisamente senza impiego 318 lavoratori, inclusi gli ingegneri del comparto Ricerca&Sviluppo. Gli operai hanno reagito occupando la fabbrica.

Ora la circostanza diventa anche un importante banco di prova per il nuovo Governo che ha sempre detto di voler contrastare il fenomeno delle delocalizzazioni, ovvero il trasferimento all'estero di siti produttivi ben radicati sul suolo italiano.

La vicenda testerà sicuramente la capacità di mediazione delle nostre istituzioni che adesso devono iniziare a considerare seriamente la difficile questione.

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