Una stretta dei controlli sull’uso della Legge 104 nella Scuola è stata annunciata dal ministro dell’Istruzione Marco Bussetti. L’occasione è stata fornita al ministro dalle polemiche relative ai dati sulla mobilità dei docenti che hanno visto, per quanto riguarda la scuola primaria, il 30 per cento dei posti disponibili per i trasferimenti interprovinciali assorbiti dalle precedenze. Intenzioni che, comunque, sembrano in contraddizione con numerose sentenze, l’ultima delle quali del Tribunale di Pisa, che accolgono i ricorsi di docenti cui era stato negato il trasferimento pur beneficiando della Legge 104 sull’assistenza ai familiari disabili, evidenziando così inadempienze dal parte del Ministero.

Mobilità docenti e Legge 104: abusi dei docenti e inadempienze del Ministero

Come ogni anno, i dati sulla mobilità del personale della scuola continuano a suscitare polemiche, soprattutto da parte di quei dipendenti, in particolar modo docenti, che da anni vedono non accolta la loro domanda di trasferimento in una provincia più vicina a casa. Proteste alimentate dal fatto che appare spropositato, soprattutto in alcune province, il numero delle precedenze garantite ai beneficiari della Legge 104. Benefici che, ricordiamo, spettano ai lavoratori che assistono un familiare disabile.

Sulla vicenda è intervenuto il ministro Bussetti affermando che bisogna usare gli strumenti di controllo già disponibili per intervenire su chi abusa di “una legge così importante per i valori che esprime”.

Un’intenzione, quella del ministro, senza dubbio condivisibile ma che sembra contrastare con le sempre più frequenti sentenze che, proprio sul riconoscimento di questi diritti, giudicano inadempiente il Ministero. E’ il caso del pronunciamento del Tribunale di Pisa, che segue analoghe sentenze dei giudici di Palermo, Cagliari, Busto Arsizio, Alessandria, Catania, Vercelli, Genova e Brindisi, che ha accolto il ricorso di un docente sul diritto di precedenza al trasferimento in base al riconoscimento dei benefici della Legge 104.

La stretta sui furbetti della Legge 104: per la Cassazione è legittimo il licenziamento

Il dibattito sui presunti abusi della Legge 104 rimane quindi aperto, e non solo in ambito scolastico. Sono frequenti i casi, infatti, di sentenze di condanna nei confronti di lavoratori dipendenti scoperti a fare un utilizzo non idoneo dei permessi retribuiti garantiti dalla norma.

La recente sentenza della Cassazione n° 809/2018, ad esempio, ha introdotto un importante elemento di novità nell’interpretazione di questo diritto riconoscendo, nonostante non sia più in vigore l’obbligo di assistenza continuativa, la legittimità del licenziamento di un lavoratore che non utilizza i permessi riconosciuti per garantire assistenza al familiare disabile ma per andare in vacanza. Nel caso specifico, è stato giudicato legittimo il licenziamento per giusta causa del lavoratore che è stato anche condannato per truffa ai danni dello Stato, dal momento che la retribuzione dei permessi della Legge 104 è a carico dell’Inps.