Qualcuno potrà ritenerlo ambizioso, soprattutto se si pensa alla spesa pubblica che si dovrebbe sostenere, ma il piano del Governo, quello della riforma previdenziale è ormai un dato reale. Di Maio sui tagli alle Pensioni d’oro e Salvini sul superamento della Legge Fornero, continuano a ripetere e ribadire gli interventi che sono in cantiere. Sicuramente rispetto alle misure come originariamente venivano pubblicizzate, qualcosa cambierà. Intanto è possibile già abbozzare uno scenario per il 2019, cioè come potrebbe cambiare la previdenza sociale a partire dall’anno venturo.

Il settimanale Panorama per esempio, con un eloquente articolo ha messo in risalto le maggiori novità che potrebbero fare capolino nel nostro sistema pensionistico.

La pensione anticipata a 42 anni

Si sta ancora nel campo delle ipotesi e non potrebbe essere diversamente visto il punto in cui siamo, cioè con l’Esecutivo da pochi mesi insediatosi e con ancora più di due mesi all’inizio del varo della Legge di Stabilità. Sarà la manovra di fine anno, infatti, il contenitore dove iniziare ad inserire le nuove misure su cui l’Esecutivo lavora.

Naturalmente non tutto potrà essere fatto in occasione della manovra finanziaria, perché i conti pubblici non lo permettono. Quota 41 per esempio, cioè la nuova pensione di anzianità, dovrebbe essere posticipata, come entrata in vigore, non prima del 2020. La pensione di anzianità con 41 anni di contributi versati, senza limiti anagrafici ed aperta a tutti non è misura di facile emanazione. Troppe persone riuscirebbero ad andare in pensione con questa misura che, davvero eliminerebbe la pensione anticipata coniata dalla riforma Fornero, sostituendola con una misura molto vicina alle vecchie pensioni di anzianità che tanti nostalgici ha lasciato.

A dire il vero la quota 41, almeno stando alle ultime voci e indiscrezioni, rischia di nascere come quota 42. Per evidenti questioni di risparmio in termini di spesa pubblica, infatti, si inizia ad ipotizzare un cambio di rotta per la nuova pensione anticipata, sempre distaccata dall’età anagrafica, ma con 42 anni di lavoro alle spalle anziché 41.

Il pensionamento flessibile

Quota 100, invece, è misura che in base alle affermazioni del leader della Lega e Vicepremier, Matteo Salvini, potrebbe riuscire ad entrare nella prossima manovra finanziaria, per entrare in vigore già dal prossimo anno.

Una misura su cui ormai si conoscono tutti i dettagli. La somma di età e contributi versati consentirebbe di accedere alla pensione non appena si completa la quota 100. Il Governo, per i soliti problemi delle coperture, avrebbe in valutazione la soglia minima di ingresso fissata a 64 anni. Sempre per via di risparmiare quanto più possibile, senza dire di no alle novità, un’altra ipotesi di queste ultime ore è un superbonus del 30% da garantire in busta paga ai lavoratori che sceglieranno di restare al lavoro nonostante abbiano maturato il diritto alla pensione con quota 100.

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Dopo i vitalizi le pensioni sopra i 4000 euro al mese

Dopo l'intervento sui vitalizi, Di Maio prosegue sulla sua strada, quella dei tagli ai privilegi di qualcuno. Secondo l’altro Vicepremier e Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, entro il termine dell’estate, quindi con un provvedimento separato dalla manovra finanziaria, si dovrò chiudere il taglio alle pensioni d’oro. A rischio taglio gli assegni superiori a 4.000 euro che non sono rapportati in maniera equa ai contributi versati.

Il taglio scaturirebbe dal ricalcolo contributivo di questi assegni che sono nati con il sistema retributivo o misto, quindi più vantaggiosi. Cioè se si recupererà con questi tagli, secondo le idee del Governo potrebbero iniziare a finanziare le pensioni di cittadinanza, altra misura stavolta rivolta a dare più reddito alle pensioni minime che verrebbero portate tutte a 780 euro al mese.

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