La Legge di Bilancio sarà il contenitore dove il Governo inserirà, con ogni probabilità, alcune novità pensionistiche per il 2019. Quota 100, quota 41, opzione donna e interventi sulle minime sono le misure su cui l’Esecutivo discute quotidianamente. Dopo l’ultimo summit a Palazzo Chigi, almeno stando alle indiscrezioni ed a quello che riporta per esempio il sito “Money .it”, sembra che il Governo stia cambiando strategia. La quota 100 in Legge di Stabilità che sembrava quasi una certezza, inizia a scricchiolare per via degli alti costi della misura. Ed iniziano a trapelare indiscrezioni su altre misure da inserire immediatamente [VIDEO], posticipando la quota 100 ad una più lunga ed approfondita discussione l’anno venturo.

Ed alla fine quota 100 si farà o no?

La quota 100 è stata una delle misure più discusse nella campagna elettorale dello scorso anno. Un autentico cavallo di battaglia della Lega e del Movimento 5 Stelle che hanno promesso di inserire nel nostro ordinamento questa misura. Dopo la nascita dell’Esecutivo la misura è entrata nel contratto di Governo sottoscritto dai due leader dei due partiti, Di Maio e Salvini. La promessa della campagna elettorale era quota 100 per tutti, cioè la pensione per tutti coloro che sommando età e contribuzione versata raggiungevano la soglia. Nei primi mesi di Governo, iniziando a varare questa misura, la quota 100 ha iniziato a presentare vincoli e paletti. L’età minima per l’accesso a 64 anni [VIDEO]è un pesante paletto che lascia fuori dalla quota 100 i soggetti con età inferiore alla minima stabilita.

I paletti servono per limitare l’esborso di soldi pubblici per la misura, che evidentemente è difficile da varare.

Dal Governo, nelle ultime settimane sono uscite notizie rassicuranti sulla quota 100, che sarebbe dovuta entrare, pur se vincolata ai 64 anni, nella prossima Legge di Bilancio. Il problema principale della Quota 100 è il costo della misura, con tutte le difficoltà a trovare le relative coperture finanziarie che secondo le stime, sarebbero tra i 4 ed i 14 miliardi di euro all’anno. Cifre importanti e probabilmente insostenibili a tal punto che l’Esecutivo sembra virare su altre piste. Ad oggi quindi, le possibilità che quota 100 entri nella Legge di Bilancio di cui si inizierà a trattare al rientro dalla pausa estiva, sembrano ridotte.

E si vira su quota 42

quota 100 e nemmeno quota 41, queste le ultime notizie frutto di indiscrezioni dalla stanze di Governo. La quota 41 che è la nuova pensione di anzianità su cui il Governo si sta adoperando presenta gli stessi problemi di coperture della quota 100.

Nessuna novità quindi per la quota 41 che non è stata mai presa in considerazione come misura da inserire in manovra. I precoci che spingono in questa direzione, cioè su quota 41 per tutti rischiano di rimanere delusi dal fatto che man mano che passano i giorni, la quota 41 si allontana.

Infatti prende corpo l’ipotesi di quota 42. Come funzionerebbe la quota 42? Con questa misura, verrebbe garantito a chi ha 42 anni di contributi versati di accedere alla pensione indipendentemente dall’età anagrafica. E le ultime voci indicano proprio in quota 42 quella che ha maggiori possibilità di inserimento nella prossima Legge di Bilancio. Una scelta di compromesso, che permetterebbe di anticipare la pensione a molti lavoratori che hanno carriere lunghe e continue e che senza questa novità, dovranno arrivare a 43 anni e 3 mesi di lavoro (un anno in meno per le donne) dal 2019, per accedere alla pensione anticipata. Una misura che costerebbe secondo le stime, meno di quota 100 e quindi più fattibile, perché economisti e tecnici continuano a ribadire il concetto che la riforma delle Pensioni va fatta senza che incida troppo sulla spesa pubblica nel medio e lungo periodo.