Con settembre ormai alle porte, il tema Pensioni torna di stretta attualità. Dopo una stagione estiva in cui la discussione sul taglio delle pensioni d'oro l'ha fatta da padrone, l'autunno dovrà dare risposte certe su altri due punti importanti del contratto di governo. Da una parte c'è la proroga di Opzione Donna, dall'altra l'introduzione di una maggiore flessibilità in uscita dal lavoro, con il meccanismo di quota 100 in prima fila per avviare il superamento della riforma Fornero. A richiedere un intervento concreto per cambiare l'attuale legge che regola il sistema previdenziale in Italia è Domenico Proietti, segretario confederale della UIL.

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Proietti: 'Si deve prorogare Opzione Donna'

Il sindacalista, attraverso una nota ufficiale pubblicata sul sito ufficiale del sindacato, ha chiesto al governo di intervenire su diverse questioni inerenti il tema previdenziale. Tra queste anche Opzione Donna, il regime sperimentale che permette alle donne di andare in pensione a 57 anni (58 se lavoratrici autonome) con 35 anni di contributi. Negli ultimi due anni, sia il governo Gentiloni che l'esecutivo Renzi non hanno prorogato la misura, nonostante la protesta di migliaia di donne, scese in piazza in più di un'occasione per manifestare il proprio dissenso contro il governo.

Nel chiedere la proroga di Opzione Donna, Proietti ripone al centro della discussione previdenziale il tema tanto caro alle donne, desiderose di andare in pensione prima dei 60 anni pur accettando il ricalcolo dell'intero assegno previdenziale mediante il sistema contributivo. Tale ricalcolo fa sì che l'importo finale della pensione diminuisca anche fino al 30 per cento rispetto al valore che avrebbe se si continuasse a lavorare fino all'età pensionabile, che dal 1° gennaio salirà a 67 anni (anche per le donne).

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'Flessibilità di accesso alla pensione intorno a 63 anni per tutti i lavoratori'

Oltre alla richiesta di proroga del regime sperimentale Opzione Donna, il segretario confederale della UIL Domenico Proietti ha aggiunto che il governo dovrebbe introdurre "la flessibilità di accesso alla pensione intorno ai 63 anni per tutti i lavoratori", come si legge nella nota ufficiale apparsa di recente sul sito del sindacato. Nell'affermare ciò, Proietti ha ricordato che tale possibilità oggi è concessa unicamente ai lavoratori che rientrano nelle 15 categorie previste per l'Ape sociale, lo strumento di anticipo pensionistico agevolato introdotto dal governo Gentiloni nella precedente legislatura.