Continuano le polemiche riguardanti le misure che il Governo intende adottare in campo previdenziale: la nuova Legge di Bilancio 2019 dovrebbe dare il via libera al meccanismo di Quota 100, un sistema che potrebbe includere dei paletti ben marcati come l'età minima anagrafica di 64-65 anni per poter accedere alla pensione. Sulla questione è intervenuto nuovamente l'ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano.

Cesare Damiano su nuova Quota 100: 'Peggio dell'Ape Sociale' e ricorda il suo ddl 857

Quando il governo gialloverde iniziò a parlare di Quota 100, l'ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, non poté fare a meno di esprimere il proprio parere favorevole nei confronti dell'iniziativa ma dopo le dichiarazioni rilasciate dall'economista Alberto Brambilla su Quota 100 a 64 anni, il suo giudizio è profondamente cambiato.

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'Se si partirà dal requisito minimo dei 64 anni - ha sottolineato l'esponente del Partito Democratico - la platea dei beneficiari si restringerà'. Damiano sottolinea come la 'vecchia' Ape Sociale fosse più vantaggiosa, in quanto prevedeva il requisito minimo dei 63 anni. Le critiche di Damiano, però, non si fermano qui in quanto parla di 'cospicuo taglio dell'assegno pensionistico' nel caso in cui si proceda al ricalcolo contributivo a partire dal 1996.

L'ex Presidente della Commissione Lavoro alla Camera non perde occasione di rammentare i contenuti della 'sua' vecchia proposta, quel famoso disegno di legge numero 857, messo a punto insieme a Pier Paolo Baretta. In quel contesto, la penalizzazione per il lavoratore arrivava ad un massimo dell'8 per cento (taglio del 2 per cento per un massimo di quattro anni). Inoltre, la penalizzazione interessava solamente la componente retributiva dell'assegno pensionistico.

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Pensioni, 'Il Governo è alla disperata ricerca di coperture finanziarie per mantenere le promesse'

Secondo Damiano, il Governo Movimento Cinque Stelle-Lega, in questo momento, sarebbe alla disperata ricerca di risorse finanziarie per riuscire a mantenere tutte le promesse indicate durante la campagna elettorale dello scorso 4 marzo, coperture finanziarie che, evidentemente, non ci sono. La prossima Legge di Bilancio 2019, dunque, potrebbe risultare un banco di prova fondamentale per l'esecutivo Conte: Damiano è convinto che, se le promesse elettorali costose non verranno mantenute, una buona fetta dell'elettorato che ha spinto Lega e M5S alla guida del Paese, potrebbero cominciare a cambiare il loro umore.

Per quanto riguarda le Pensioni, il Governo si è già trovato costretto a ridimensionare i suoi piani, prendendo in considerazione un superamento 'graduale' della Legge Fornero, contrariamente alla rivoluzione prospettata prima delle elezioni. Il primo passo, però, cioè la Quota 100, sta deludendo i lavoratori e di questo i ministri Luigi Di Maio e Matteo Salvini non potranno fare a meno di tenerne conto.

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