La revisione della riforma delle Pensioni targata Fornero sarà uno dei punti della prossima legge di Bilancio che sarà discussa in autunno. Come si apprende da fonti della maggioranza rilanciate dall’Ansa e da altri organi di informazione, allo studio del Governo Conte, così come previsto nel contratto di programma stipulato tra il Movimento 5 stelle di Luigi Di Maio e la Lega di Matteo Salvini, c’è l’introduzione della cosiddetta quota 100, che praticamente dà l’opportunità di andare in pensione al raggiungimento della quota 100 data dalla somma tra anzianità contributiva ed età anagrafica.

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Pensioni, nella legge di Bilancio 2019 ci sarà la quota 100

Secondo quanto si apprende in ambienti di maggioranza, è allo studio l'introduzione di 'quota 100', cioè la possibilità di lasciare il lavoro quando si raggiunge 100 tra età anagrafica e anni di contributi versati. Per il primo anno la misura costerebbe quasi 4 miliardi di euro, portando così a oltre 26 miliardi l’entità complessiva della manovra economica. A sollecitare il varo del provvedimento “entro l’anno”, a più riprese, il vicepremier leghista Matteo Salvini, dello stesso avviso anche il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Luigi Di Maio.

Il vicepremier pentastellato ha assicurato anche l’imminente arrivo del disegno di legge che prevede il taglio delle pensioni d’oro (ritenute tali quelle superiori a 4.000 euro al mese nella parte non coperte dai contributi).

Dubbi su pensioni anticipate con Opzione donna e quota 41

Si dovrebbero così recuperare risorse, almeno questo è l’obiettivo dell’esecutivo gialloverde, per aumentare le pensioni minime. Un provvedimento “simbolico”, secondo il sottosegretario al Lavoro e Politiche sociali Claudio Cominardi, una misura “di giustizia e di equità” che porterebbe, però, circa 200 milioni di euro di risparmi.

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Il ddl, che Di Maio annuncia ormai da diverse settimane, dovrebbe approdare in Parlamento dopo la pausa estiva, quindi a settembre quando comincerà la discussione sulla manovra economica che dovrebbe contenere, invece, la quota 100 che però dovrebbe partire da 64 anni e non da 63. In considerazione dei vincoli di bilancio che non lasciano grandi spazi di manovra, è ancora da stabilire se si farà la quota 41 per i lavoratori precoci, cioè la misura che prevede di potere andare in pensione con 41 anni di anzianità contributiva a prescindere dall’età anagrafica.

Non è ancora chiaro se sarà prorogato il regime sperimentale di Opzione donna, tra i punti previsti dal contratto di governo.