Quota 100 a 62 anni di età e 38 di contributi come la vuole Salvini, oppure a 64 anni di età e 36 di contributi come ipotizzato da tempo, queste le vie che vanno per la maggiore al tavolo di lavoro in vista della prossima manovra finanziaria. Una cosa appare probabile (anche se non ancora certa), cioè che quota 100 nascerà per davvero. Le indiscrezioni che trapelano dalle stanze di governo sembrano spingere all’ottimismo circa il varo della novità previdenziale che consentirà di uscire in maniera flessibile ed anticipata dal mondo del lavoro.

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I dubbi restano quelli legati alle cifre, cioè al costo che la misura avrà sui conti pubblici. Presto verrà presentata la nota di aggiornamento del DEF che potrebbe contenere la voce riguardante alle dotazioni finanziarie relative proprio alla quota 100. Un’altra cosa pressoché certa è che il governo cerca soluzioni per abbattere il costo della misura, altrimenti la quota 100 avrebbe schiuso i battenti libera da vincoli e paletti e destinata a tutti i lavoratori che sommando età e contributi raggiungono la soglia.

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Ma si sa che questo non è possibile per via dell’alto costo che la misura così approntata avrebbe. Ecco che si studiano vie meno radicali ma allo stesso tempo, che corrono il rischio di diventare meno appetibili. Un articolo del “Corriere della Sera” di martedì elenca le varie soluzioni che secondo le sue fonti sarebbero in valutazione e sono tutte soluzioni nell’indirizzo del risparmio.

Il governo ad un bivio

Un compito senza dubbio arduo è quello spettante al governo che deve varare la prima misura che servirà da apripista a molte altre e che hanno tutte l’obbiettivo comune di smontare la legge Fornero. Dopo la quota 100 infatti, l’esecutivo penserà alla quota 41 per i precoci ed alla pensione anticipata per lavoratrici con opzione donna.

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Pensioni

L’esecutivo Conte si trova ad un bivio, tra incudine e martello perché adottare provvedimenti senza considerare Pil, debito pubblico, dotazioni finanziarie e diktat della UE, potrebbe provocare reazioni negative proprio da Bruxelles. Dall’altro lato però, bisogna mantenere la promessa elettorale di mettere mano alla riforma Fornero e non varare nuove misure o adottare provvedimenti poco soddisfacenti agli occhi dell’opinione pubblica avrebbe ripercussioni negative sul gradimento dell’esecutivo agli occhi dell’elettorato.

Le vie possibili sono molteplici

Adottare provvedimenti che consentano ai lavoratori di lasciare il lavoro in anticipo e con flessibilità e limitare i costi, questo quello che il governo sta tentando di fare. L’operazione quota 100 a 62 anni di età costerebbe 8 miliardi. Sarebbero 492mila gli italiani che potrebbero sfruttare solo nel 2019 la quota 100 con età minima così bassa come proposta da Salvini. Una delle piste che certamente segue l’esecutivo porta all’applicazione del ricalcolo contributivo.

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In pratica a fronte della concessione della pensione in anticipo rispetto ai 67 anni previsti dalla normativa vigente per il 2019, si chiederebbe un sacrificio ai neo pensionati in termini economici, cioè una penalizzazione sulla pensione erogata. La decurtazione dell'assegno per via del ricalcolo contributivo verrebbe applicata sui versamenti di contributi dal 1996 in poi. Altro paletto sarebbe il tetto massimo di contributi figurativi da utilizzare per raggiungere la quota 100.

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Il tetto verrebbe fissato a 2 anni, con sostanziale riduzione dei potenziali destinatari della misura, soprattutto tra quanti ricorrono spesso agli ammortizzatori sociali per tipologia di lavoro (stagionali, agricoli ed edili in prima linea). Una via molto drastica sarebbe il collegamento della quota 100 ai soggetti in particolari condizioni di disagio. Una via già sperimentata per l’Ape sociale che però ridurrebbe davvero a pochi eletti la possibilità di sfruttare la quota 100. In aiuto all’esecutivo potrebbe venire l’idea di aprire ai fondi di categoria, sulla falsariga del fondo bancari. Si tratta di dare priorità all’accesso a quota 100 a quei lavoratori che provengono da crisi aziendali, studiando accordi con le parti sociali e garantendo sconti fiscali alle aziende che aiuteranno dal punto di vista del costo delle Pensioni, i prepensionamenti per il personale in esubero fino a 5 anni. Inoltre, si valuta il collegamento della quota 100 all’aspettativa di vita che se applicata anche alla novità previdenziale, negli anni successivi al varo potrebbe spostare in la il raggiungimento dei requisiti sia per il parametro dell’età anagrafica che per quello della contribuzione da accumulare.

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