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Lidl è uno dei supermercati di origine tedesca tra i più famosi in Italia. Conosciuto per la sua convenienza, la catena di negozi è molto amata dai cittadini italiani. A quanto pare però, la sicurezza dei lavoratori all'interno di un punto vendita di Torino non è delle più ottimali, o almeno questo è quanto riferito da Fabio L. Uno dei gestori e rappresentanti della sicurezza di Lidl di Torino ha infatti lamentato, in un'intervista a L'Espresso, una situazione poco piacevole all'interno dei negozi: 'temperatura troppo bassa che nei periodi invernali scende addirittura sotto i 5 gradi, macchinari che ostruiscono le corsie e mettono a repentaglio la sicurezza e documenti di valutazione dei rischi che vengono redatti con il metodo copia-incolla'.

Fabio licenziato per le sue lamentele: Lidl nega

Fabio L., da 18 anni capo filiale Lidl e oggi delegato della Cgil, nei precedenti mesi ha ricevuto diverse lamentele da i suoi colleghi [VIDEO] per i fattori sopra elencati.

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Sono così iniziate da parte sua alcune richieste di sicurezza ai vertici della società. Un mese fa però, Fabio ha ricevuto nella sua abitazione una lettera di licenziamento. L'uomo racconta di lavorare in un punto vendita della periferia di Torino, dove non mancano risse ed eventi spiacevoli e crede che i suoi superiori lo abbiano mandato li proprio per 'farlo fuori'. A Fabio era da poco stato assegnato il compito di responsabile dei lavoratori per la sicurezza ed aveva iniziato ad effettuare delle ispezioni in alcuni supermercati Lidl del Piemonte e limitrofi. Fabio racconta di essere stato preso di mira fin da subito perché erano uno 'scomodo' che faceva domande e prendeva posizioni.

Insicurezza e stress a lavoro

Alcuni mesi fa, prima del licenziamento, l'uomo aveva già rivelato che i supermercati Lidl sono strutturalmente insicuri.

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Fabio sottolinea come la maggior parte dei punti vendita risale agli anni '90, per cui molte strutture andrebbero chiuse e messe in sicurezza. Secondo quanto riferito dall'ex dipendente, gli spazi sarebbero talmente angusti che molto spesso le merci e i macchinari ostruiscono i passaggi [VIDEO]di sicurezza. Su WhatsApp, Fabio ha creato un gruppo segreto dove scambiare informazioni con altri supervisori di altre sedi ed ha scoperto che tutti i documenti di valutazione del rischio sono uguali in tutti i punti vendita, sia nella forma che nei risultati. La cosa è ovviamente molto strana, perché da zona a zona cambia i livello di rischio e stress dei dipendenti. Infine, il rappresentante per la sicurezza dei lavoratori ha dichiarato che d'inverno, all'interno dei magazzini, si arrivavano a toccare i 5 gradi.

La difesa dell'azienda

Contattata dai giornalisti de L'Espresso, l'azienda si difende affermando che il procedimento disciplinare nei confronti dell'ex dipendente (il licenziamento di fatto) non ha a che fare con la sua attività di sindacalista.

L'azienda è sempre aperta a collaborazioni sindacali e dialogo, ma le motivazioni che hanno portato al procedimento non sono divulgabili per questioni di privacy.