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La pensione di cittadinanza sembra essere entrata con decisione nel mirino del governo. I prossimi giorni saranno cruciali per la scrittura della legge di Bilancio 2019 e mentre la Lega di Salvini sembra decisa a tutto pur di accontentare i propri elettori con il varo della Quota 100 [VIDEO], il Ministro del Lavoro Di Maio cerca di bilanciare le richieste dell’alleato con un altro dei punti cardine inseriti nel contratto di governo. Accantonato per il momento, almeno così sembra, l’ambizioso progetto del reddito di cittadinanza, il cui impatto sui conti pubblici sta creando frizioni con il ministro dell’Economia Tria, ben deciso e tenere i conti entro i parametri Ue, al Movimento 5 stelle non rimane che puntare sulla pensione di cittadinanza che dovrebbe garantire un miglioramento della qualità della vita a tutta quella fascia di pensionati costretti a vivere con un assegno al di sotto della soglia di povertà fissata a 780 euro.

A chi toccherebbe la pensione di cittadinanza

In assenza di dati precisi in merito a quelli che dovrebbero essere i parametri per l’assegnazione della pensione di cittadinanza, ci ha pensato Il Sole 24 Ore a fare delle ipotesi partendo dai dati dell’Inps sulle Pensioni attive al 31 dicembre 2016.

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Secondo i conti dell’Inps, quindi, il 12,6 per cento dei pensionati, pari a circa 2 milioni di assistiti, incassa un assegno mensile inferiore a 500 euro e rientrerebbe in pieno tra i beneficiari della pensione di cittadinanza. A questi si dovrebbero aggiungere quella parte del 26,4% di pensionati, circa 4 milioni e mezzo di assistiti, che ricevono una pensione compresa tra 500 e 1.000 euro al mese. Si tratterebbe, evidentemente, della parte il cui trattamento risulta essere al di sotto dei 780 euro e che può essere stimato intorno ai 2,5 milioni di pensionati (dati Istat). Sale così a 4,5 milioni il totale dei cittadini [VIDEO] che andrebbero a beneficiare dell’istituzione della pensione di cittadinanza a 780 euro mensili.

Quanto costerebbe la pensione minima a 780 euro al mese

Si tratta di numeri il cui impatto sui conti pubblici dovrà essere ben calcolato, al di là delle pressioni del vicepremier Di Maio sul ministro Tria affinché trovi i fondi necessari.

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Una stima dei costi, basata sui dati dell’Inps, porterebbe ad un costo di 13,8 miliardi di euro solo considerando di portare a 780 euro i 2 milioni di pensionati attualmente al di sotto dei 500 euro mensili.

Una ipotesi decisamente più prudenziale sarebbe quella di assicurare la pensione di cittadinanza solo ai pensionati over 65 che garantirebbe la riduzione della platea di beneficiari a 3,4 milioni di persone con una spesa che dovrebbe essere contenuta entro i 4,2 miliardi di euro.

Cifre comunque importanti che il Movimento 5 stelle assicura di poter reperire grazie al taglio delle pensioni d’oro, verosimilmente quelle superiori ai 4.500 euro mensili, non giustificate dai contributi versati.