La riforma delle pensioni allo studio del Governo continua a far discutere, nella sua ultima nota stampa Cesare Damiano (PD) ha fatto sapere di aver partecipato al presidio che gli esodati, i precoci e le lavoratrici di opzione donna hanno fatto dinanzi al ministero del lavoro con l'obiettivo di illustrare al Governo le richieste sul tema Pensioni da parte di queste singole categorie.

Pensioni, Damiano vicino alle istanze dei lavoratori più deboli

Il post dell’onorevole democratico Cesare Damiano apparso sulla sua pagina facebook sintetizza il suo impegno al fianco delle fasce più deboli, l’obiettivo dei lavoratori che si sono presentati al presidio - spiega l’onorevole - era avere un incontro con il sottosegretario Claudio Durigon al fine di poter rappresentare le istanze di precoci, donne ed esodati.

Poi aggiunge: “Se l’obiettivo, molto ambizioso, è quello di “superare” la legge Fornero, non ci si può dimenticare di queste categorie”, ed aggiunge: bisogna procedere con la nona salvaguardia per gli esodati esclusi dalle precedenti, circa 6.000 persone. Su opzione donna, dice, andrebbe permessa la continuazione della sperimentazione avviata nella passata legislature. Mentre i precoci avrebbero diritto alla quota 41 per tutti: bisognerebbe semplificare l’accesso alla quiescenza per questi lavoratori.

Poi conclude, lanciando una frecciata al Governo del Cambiamento: “Nell'ambito della discussione sulle pensioni questi argomenti non possono essere dimenticati”. Damiano si è detto contrario, come Brambilla, alla concessione di una pensione da 780 euro per tutti.

Damiano contro la pensione di cittadinanza: no 780 euro a tutti

A tal proposito in una recente nota stampa Damiano ha fatto presente di essere contrario alla pensione di cittadinanza tanto voluta dal vicepremier pentastellato Luigi Di Maio: “Ha ragione Brambilla.

Dare una pensione di 780 euro a tutti a prescindere dai contributi versati, è la distruzione del sistema previdenziale”.

Non è questione di essere contrari ad alzare le pensioni minime, spiega l’onorevole del partito democratico che quando era ministro aveva agito in tal senso (si ricordi la quattordicesima mensilità) ma non si possono garantire 780 euro a tutti a prescindere dai contributi versati.

Altrimenti asserisce: “perché mai si dovrebbe lavorare e versare i contributi invece di essere pagati in nero?"

Pensioni, Damiano: Fornero va disfatta ma bene

Cesare Damiano, a proposito delle parole della capo economista dell'Ocse Laurence Boone che chiede di 'non disfare la Fornero' afferma: "Io sono sempre stato dell'opinione opposta: disfarla, ma bene". Poi continua: "Tra Quota 100 che parte da 62 di età o da 64 anni, c'è la stessa differenza che passa tra il giorno e la notte. Basta spostare l'asticella dell'età o dei contributi di un anno per far cambiare di molto le risorse necessarie".

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