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La pensione con quota 100 che potrebbe fare capolino l’anno venturo è una misura che prevede un requisito anagrafico ed uno contributivo. La somma di tutti e due è il meccanismo utile per uscire dal lavoro con l’ipotetica misura una volta varata. Se sull’età a 62 anni tutto sembra ormai definito, con la linea di Salvini che sembra essere diventata quella prevalente per la quota 100, sulla novità previdenziale oltre alla perplessità dei critici, escono dubbi sul requisito contributivo.

Quanti contributi servono per quota 100? Questo il dubbio di molti lavoratori che cercano di capire se per loro risulterà appetibile o meno la misura. Un articolo del noto quotidiano “Il Giornale” mette in luce le ultime ipotesi proprio su questo aspetto di quota 100.

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Vediamo allora quanti contributi dovrebbero servire per poter sfruttare la pensione anticipata con la novità previdenziale.

Età minima ma anche contribuzione minima

La quota 100 come dice il suo nome, dovrebbe essere una misura che prevede il meccanismo quota. Non essendoci ancora un decreto e nemmeno una proposta reale, sulla misura ad oggi sono possibili solo ipotesi. Una pensione con le quote prevede la validità delle frazioni di anno, il raggiungimento di una età minima come contributo anagrafico ed il raggiungimento di una determinata soglia di contribuzione minima. Come dicevamo, sull’età minima di uscita, tutto sembra pendere verso i 62 anni proposti dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini. L’ipotesi 64 anni anche se più fattibile e più economica, sembra essere stata accantonata anche perché segnava un peggioramento dei limiti di pensionamento rispetto all’Ape sociale a 63 anni.

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Resta adesso da sciogliere il dubbio sugli anni di contributi previdenziali da detenere per poter sfruttare la misura. E su questo fattore che probabilmente si deciderà come approntare la misura poiché da questo paletto oltre alla platea dei beneficiari di quota 100 [VIDEO], dipenderà anche il relativo costo della misura. Ed il costo è fattore importante vista la pochezza di risorse finanziarie disponibili da parte del governo per la legge di Bilancio.

Basteranno 35 anni di contributi?

Senza i necessari chiarimenti che solo un decreto potrà definire, la versione di quota 100 con 62 anni di età prevede il contestuale raggiungimento di 38 anni di contributi. Se questa soglia di contribuzione diventerà quella minima richiesta, anche un soggetto di 63 anni, piuttosto che di 64 o 65, dovrà raggranellare 38 anni di contributi per quota 100. Dalle ultime indiscrezioni però, come riporta anche l’agenzia di stampa “Huffingtonpost”, sembra che l’idea su cui lavora l’esecutivo sia sulla soglia minima di 35 anni di contribuzione utile. In pratica, platea più vasta di destinatari di quota 100 e flessibilità maggiore per la misura. Così con 65 anni di età basterebbero 35 anni di contributi versati [VIDEO].