Il Ministero del Lavoro, guidato dal Vicepremier Luigi Di Maio, ha reso disponibile per la consultazione sul suo sito istituzionale la Circolare n°15 del 4 ottobre 2018 nella quale vengono dettate nuove disposizioni per l'erogazione della Cassa integrazione. Come recita il testo della Circolare le nuove regole sono in vigore, con efficacia retroattiva, già dallo scorso 29 settembre 2018 a seguito dell'entrata in vigore del Decreto legge n°109 del 28 settembre 2018.

Le nuove regole per la Cigs

Le nuove disposizioni dettate dalla Circolare n°15 del Ministero del Lavoro valgono per l'ultima parte del 2018, ma anche per i due anni successivi 2019 e 2020.

In ciascuno di questi anni il trattamento di integrazione salariale può essere riconosciuto, nel rispetto di determinate condizioni, per un periodo massimo di 12 mesi. Ovviamente possono avvalersi di queste nuove disposizioni tutte quelle aziende che abbiano cessato le proprie attività produttive o che si trovino sotto procedura concorsuale. Oppure che non abbiano ancora concluso le procedure per il licenziamento dei propri lavoratori o le stiano cessando.

Le condizioni da rispettare per ottenere l'autorizzazione alla Cigs

La Circolare numero 15 del Ministero del Lavoro disciplina dettagliatamente i requisiti che le aziende devono rispettare per poter accedere al beneficio della Cassa integrazione.

Nello specifico il trattamento di integrazione salariale straordinaria disciplinato dal Decreto legge 109 del 2018 si configura come una specifica ipotesi di crisi aziendale.

La Circolare n. 15 specifica, inoltre, che le condizioni da rispettare per poter avere l'autorizzazione alla Cigs sono quelle contenute all'articolo 2 del decreto interministeriale n.

95075 del 25 marzo 2017. Oltre allo stato di crisi aziendale e dell'inizio delle procedure di licenziamento dei dipendenti viene specificato che devono sussistere concrete prospettive di cessione dell'attività con riassorbimento del personale o, comunque ci sia la possibilità concreta di avviare processi di re - industrializzazione.

Una volta individuate le prospettive di cessione, specifica sempre la Circolare n.15, l'impresa sarà tenuta a stipulare uno specifico accordo con le parti sociali presso il competente Ministero del Lavoro. Alla definizione dell'accordo potranno partecipare e contribuire anche il Ministero dello Sviluppo Economico e la Regione interessata. Allegato a questo accordo deve essere presentato anche un preciso e dettagliato piano di riassorbimento del personale sospeso. Se la richiesta della Cigs è collegata ad un piano di re-industrializzazione, esso può essere presentato dall'impresa richiedente ma anche sottoposto alla stessa dal Ministero dello Sviluppo Economico oppure dall'Impresa acquirente o cessionaria.

Infine la Cassa Integrazione Straordinaria può essere concessa, in alternativa ai processi sopra descritti, come forma di sostegno al reddito dei lavoratori in esubero coinvolti in specifici percorsi di politica attiva del lavoro presentati dalle Regioni interessate e in cui sono dislocate le unità produttive in cessazione. In questo caso anche le Regioni coinvolte dovranno approvare l'accordo. Infine, affinché l'accordo proposto possa entrare in vigore deve esserne verificata la sostenibilità finanziaria tenendo conto che le risorse finanziarie sono contingentate.