Annuncio
Annuncio

La futura Manovra economica preoccupa [VIDEO] gli industriali italiani. Da Confindustria, infatti si dicono molto preoccupati del rapporto deficit/Pil al 2.4% chiesto dall'Italia per portare avanti le riforme, specie sul fronte previdenziale. Il Centro Studi Confindustria (CSC) non solo dice che potrebbero esservi almeno tre rischi all'orizzonte nel lungo periodo se si proseguirà imperterriti su questa strada, ma che se davvero si mettessero le mani sulla riforma Fornero si farebbe un grave errore.

Pensioni: Confindustria si schiera a favore della Riforma Fornero

Secondo Confindustria vi è il rischio di sforare addirittura, nel lungo periodo, il 2.4% ipotizzato dall'attuale Governo.

Advertisement

Il CSC ha indicato almeno tre rischi che si profilano all'orizzonte: ulteriore aumento dello Spread, l'apertura di una procedura d'infrazione in sede europea e il downgrade dell'Italia da parte delle agenzie di rating. Ma la mossa più azzardata di tutte - dice Confindustria assolutamente contraria - è la modifica alle attuali regole vigenti nel sistema previdenziale italiano: se si optasse per le uscite anticipate si rischierebbe di gravare ulteriormente sui lavoratori ancora attivi. Il tutto, spiega il CSC, dipende dalle caratteristiche su cui si regge il nostro sistema. I contributi versati da chi lavora servono a pagare le Pensioni di chi è in quiescenza e quindi per finanziare ulteriori uscite servirebbero nuove assunzioni e un ulteriore aumento del già elevato prelievo contributivo sul lavoro.

Advertisement

Pensioni, Boccia (Presidente Confindustria): quota 100 pericolosa senza penalità

Il Centro studi Confindustria guarda anche con attenzione il meccanismo che dovrebbe permettere l’uscita con quota 100 [VIDEO], verso cui pare propendere con sempre maggiore fermezza il Governo. Un’uscita anticipata dai 62 anni e 38 di contributi minimi senza penalità graverebbe troppo su chi non potrebbe accedervi. L’unica soluzione - fa notare Confindustria - sarebbe ridurre l’impatto sui conti e sul debito pubblico accompagnando l’uscita con quota 100 con un doveroso ricalcolo dell’assegno. Come a dire: chi vuol uscire prima è giusto che paghi ‘pegno’.

Il Ministro dell'economia Tria rassicura Confindustria e i mercati

Il Ministro dell’economia Tria, presente al convegno organizzato dagli industriali di Confindustria, dal canto suo ha cercato di rassicurare non solo i presenti, ma anche e soprattutto i mercati: 'Ci sarà l'impegno dell'esecutivo a ridurre in modo costante il debito verso l'obiettivo concordato con l'Europa con un'accelerazione rispetto al passato'. Tria ha spiegato che il vero problema, al di là della fase congiunturale, è che da 10 anni la crescita italiana è più bassa della media europea e questo incide sul tasso di occupazione. Parole, quelle di Tria, che hanno incontrato il consenso del presidente della Confindustria Vincenzo Boccia.