La manovra sulle Pensioni che il governo sta attuando include anche la quota 100. Obiettivo sul quale il leader del Carroccio, Matteo Salvini e l’esponente grillino, Luigi Di Maio, puntano è quello di evitare che vi siano decurtazioni sull’assegno per I lavoratori con almeno 62 anni d’età anagrafica e 38 anni di contributi versati. Secondo quanto riporta il “Giornale” non sarebbe possibile realizzare l’ipotesi di attuare la quota 100 se non con la formula 62+38.

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Il limite dei 38 anni di contributi

Per attuare la quota 100 il vincolo è dato appunto dai 38 anni di contributi. Ne deriva che chi ha versato 37 anni di contributi ma ha 63 anni d’età anagrafica, pur raggiungendo dalla somma di questi due dati il numero 100, non potrà accedere alla pensione, se non al raggiungimento di 38 anni lavorativi. Questo vincolo crea una scrematura significativa nel numero dei lavoratori in uscita e limita il tetto massimo di spesa che il governo dovrà sostenere a 8 miliardi di euro per quest’anno e ad un altro miliardo per i prossimi 12 mesi.

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Legge Fornero: la Lega manterrà le promesse?

Questa notizia è senza dubbio ben accolta da chi ha 62 anni d’età anagrafica e che vede irrealizzabile la possibilità di vedersi decurtare una parte dell’assegno pensione. Per gli altri lavoratori la legge Fornero permane: essi potranno uscire dal mondo del lavoro a 67 anni d’età o prima con I suddetti 38 anni di contributi versati. Unico punto a favore è il probabile blocco dell’aumento delle aspettative di vita che avrebbe portato la soglia per accedere alla pensione a oltre 67 anni.

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Pensioni M5S

In molti hanno criticato aspramente la legge Fornero da quando questa è stata introdotta nel 2011 con il decreto Salva Italia. varato dal governo Monti a fine 2011.

Precoci e blocco aumento aspettative di vita

Il governo sarebbe al lavoro anche per impedire l'aumento dell'aspettativa di vita di 5 mesi per le pensioni anticipate previsto per il 2019. Questo significa che nel 2019, se dovesse passare la modifica, si potrà continuare ad uscire dal mondo del lavoro a 66 anni e 7 mesi purché si possano vantare 42 anni e 10 mesi di contributi (un anno in meno per le donne) invece che 43 anni e 3 mesi.

Di conseguenza è possibile dedurre che la quota 100 ha valore solo per chi ha 62 anni d’età anagrafica e 38 anni di contributi versati. A chi ha iniziato a svolgere attività lavorativa prima dei venti anni, come i Precoci, che possono quindi vantare 41 anni di contributi, grazie allo stop all'aumento dell'aspettativa di vita per la pensione anticipata, sarà garantita la possibilità di uscire dal mondo del lavoro, ma con almeno un anno di contributi versato prima dei 19 anni.

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