Le Pensioni, insieme al reddito di cittadinanza, ancora al centro dell'attenzione di una sorta di 'derby' Lega-M5S: il vicepremier Luigi Di Maio ha parlato di dieci miliardi per il reddito di cittadinanza e di sette per il superamento della Legge Fornero. La risposta leghista è arrivata per voce del viceministro dell'Economia, Massimo Garavaglia, il quale ha affermato: 'Spiace che gli alleati dell'esecutivo circolino con tabelle non ufficiali che rappresentano mere simulazioni'.

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Secondo la Lega, Quota 100 partirà al massimo entro il mese di febbraio 2019, con uno stanziamento di risorse di almeno sette miliardi di euro. Nelle ultime ore, però, sta emergendo quello che sarebbe il vero obiettivo del partito del Carroccio, ed in modo particolare del leader Matteo Salvini, quello di poter accedere alla pensione con 41 anni di contributi, a prescindere dall'età anagrafica.

Pensioni, Salvini punta a Quota 41 insieme a Quota 100 nella Legge di Bilancio 2019

Secondo quanto riportato dal quotidiano 'Repubblica', Salvini punterebbe ad inserire Quota 41 già nella prossima Legge di Bilancio 2019 insieme a Quota 100: la svolta sarebbe arrivata dopo l'incontro che il ministro degli Interni ha avuto con un gruppo di ex esodati, lavoratori precoci e donne, i quali hanno incoraggiato Salvini a prendere in considerazione la questione di chi ha lavorato per una vita ma che non può ancora accedere alla pensione per colpa dei rigidi paletti imposti dalla Legge Fornero. 'Non vogliamo morire prima della pensione', il messaggio portato al leader della Lega.

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Quota 100 e il vincolo dei 38 anni di contributi

Il partito del Carroccio sta calcolando la 'spesa', tenendo conto del fatto che c'è un'altra questione da risolvere legata a Quota 100: ci sarebbe chi, all'interno della Lega ma anche del Movimento Cinque Stelle, starebbe spingendo verso una 'Quota 100 pura', quella promessa durante la campagna elettorale. Vale a dire, in pensione a 62 anni e 38 di contributi, 63 più 37, 64 più 36 e così via.

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Pensioni Matteo Salvini

Il problema è che si tratterebbe di una misura che costerebbe decisamente di più rispetto alla Quota 100 cosiddetta 'impura', quella con il vincolo dei 38 anni di versamenti contributivi. Si sta pensando, dunque, di poter mandare in pensione i 30-40mila lavoratori con 41 anni di contributi, nonostante la coperta sia corta. Secondo la Lega, alle pensioni toccherebbero otto miliardi di euro, altrettanti al reddito di cittadinanza. Il confronto è ancora aperto, con la calcolatrice sempre in mano, perché, alla fine, è da quella che dipende il varo definitivo della Legge di Bilancio 2019.

Perde quota, invece, la speranza relativa al 'congelamento' del meccanismo dell'aspettativa di vita: si teme una pesante reazione dei mercati e un decollo dello spread.

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