Sul reddito di cittadinanza dovranno fare la loro parte anche i governatori. Palazzo Chigi e il vicepremier Luigi Di Maio puntano a un'alleanza con le Regioni per attuare quanto prima questa forma di tutela. Enti locali, centri per l’impiego e le Regioni stesse dovranno essere disponibili a fornire il loro contributo. Questi i punti fondamentali per potere iniziare una trattiva nella giornata di domani, quando Di Maio ha convocato al ministero del Lavoro gli assessori regionali che si occupano di welfare e di politiche sociali.

Pubblicità

Il premier Giuseppe Conte, ieri a Milano, ha fatto trapelare gli obiettivi del governo con le dichiarazioni rilasciate: il governo sta lavorando per cercare di aiutare questa riforma e si sta valutando come gestire le offerte di lavoro da sottoporre a chi è disoccupato; questi punti sono quelli che permetteranno di avere una riforma studiata sulla base delle necessità del Paese, queste le parole del premier. Parole dietro le quali alcuni hanno inteso che il reddito di cittadinanza verrà erogato in maniera più significativa al sud.

Questa chiave di lettura è stata esclusa da Di Maio, il quale, oltre a confermare l'aiuto ai nuclei con minori e che «andrà soltanto agli italiani», ha scandito che «il 47 per cento delle famiglie destinatarie sarà nel centro-nord».

Reddito di cittadinanza: i chiarimenti

In serata poi fonti di Palazzo Chigi hanno chiarito meglio il pensiero di Conte: i dettagli della proposta devono ancora essere delineati con chiarezza e si valutano alcuni dati come la distribuzione geografica delle offerte di lavoro.

Pubblicità

Chi non vorrà accettare una proposta lavorativa lontano da casa potrà farlo senza subire penalizzazione alcuna. Oggi, con l'approvazione della manovra e del decreto fiscale, saranno chiare le risorse destinate al reddito di cittadinanza: di parla di dieci miliardi di euro, mentre i beneficiari dovrebbero essere circa 6,5 milioni.

Reddito di cittadinanza: le simulazioni

Numerose le simulazioni sulla situazione che dovrebbe paventarsi se il reddito di cittadinanza venisse attuato. A confrontarsi sono il ministro del Lavoro e il Mef al fine di per delimitare la platea, per esempio attraverso l'Isee o la proprietà di un immobile.

Ma non meno importante sarà il vertice di domani tra Di Maio e le Regioni. Gli assessori sono pronti a chiedere, innanzitutto, lo sblocco delle 1.600 assunzioni a tempo indeterminato previste per i centri per l'impiego dalla scorsa Finanziaria. Poi più fondi e deroghe agli enti per assumere ulteriore personale specializzato. Contemporaneamente il governo si augura un aiuto in termini finanziari, una compartecipazione per la parte destinata alla formazione, sfruttando i fondi europei ai quali gli enti possono accedere direttamente.

Pubblicità

In quest'ottica sono in corso discussioni soprattutto con le Regioni guidate dall'alleato leghista.