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Ancora indiscrezioni sulla famigerata Quota 100 [VIDEO] in vista della riapertura dei lavori per la nuova Legge di Stabilità 2019. Come ormai tanti sanno, l'obiettivo principale del Governo Conte è introdurre un'uscita più flessibile rispetto alle regole troppo rigide dettate dalla precedente Riforma Fornero.

Ormai da tempo, la proposta sulla riforma delle Pensioni giace sui tavoli di Palazzo Chigi e dopo tanti tira e molla arrivano buone notizie per quei lavoratori che attendono da anni l'agognato pensionamento.

Sono diverse le ipotesi formulate finora riguardanti le possibili combinazioni per introdurre il sistema delle quote. Si parlava di un'uscita a partire dai 64 anni di età anagrafica accompagnati dai 36 anni di contribuzione ma stando all'ipotesi avanzata dagli esperti economici della Lega, gli anni di contribuzione dovevano essere abbassati a 35 mentre per limitare gli ingenti oneri richiesti dalla misura, l'esecutivo giallo-verde aveva pensato all'uscita a partire dai 62 anni di età anagrafica ma con penalizzazioni pari all'1,5 % [VIDEO]per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 anni previsti dalla Legge Fornero per la pensione di vecchiaia.

Si studia l'uscita con 38 anni di contributi

Come riportato dal quotidiano "Il Corriere della Sera", invece, il Governo sembra concentrarsi solo sull'uscita a partire dai 62 anni di età unitamente ai 38 anni di versamenti contributivi; un'ipotesi che al momento sembrerebbe la più plausibile.

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Un lavorare, quindi, che decide di lasciare il lavoro con un'età superiore ai 62 anni dovrebbe comunque avere almeno 38 anni di contributi effettivi. Con questa ipotesi, infatti, si prevede l'uscita di circa 492 mila lavoratori a partire dal 2019 con un costo pari a otto miliardi di euro per il primo anno.

Possibile blocco dell'adeguamento a partire dal 2019

Il ministro dell'Economia e delle Finanze Giovanni Tria ha preferito lasciare intatta la soglia dei 67 anni di età ma attraverso un insieme di deroghe si potrà garantire il pensionamento ai lavoratori più in difficoltà ovvero, la platea degli aventi diritto all'Ape Sociale e i dipendenti di aziende in crisi. Inoltre, sempre stando a quanto affermato da "Il Corriere della Sera", si pensa al congelamento dell'adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita previsto per il prossimo anno anche se occorrerà attendere la nuova Legge di Bilancio. Con tale ipotesi, infatti, i requisiti attuali rimarrebbero invariati: 66 anni e 7 mesi per la pensione di vecchiaia e 42 anni e 10 mesi per l'accesso alla pensione anticipata.

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