C’è una statistica particolare relativa al lavoro domestico che riguarda il TFR. Si tratta della cosiddetta liquidazione o buonuscita, cioè dell’indennizzo da erogare al lavoratore al termine del contratto di lavoro. Il TFR, acronimo di Trattamento di Fine Rapporto è una indennità che matura mese per mese durante il rapporto di lavoro e riguarda tutti i lavoratori dipendenti di qualsiasi settore. Nel lavoro domestico sembra che sia uso comune, almeno per quanto riguarda le statistiche, la richiesta di anticipo di questo indennizzo da parte dei lavoratori.

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Secondo una guida fiscale pubblicata dal noto quotidiano “Il Sole 24 Ore”, è a dicembre che ogni 2 badanti o colf regolarmente assunte, una chiede l’anticipo del TFR. La normativa vigente applicata al lavoro domestico infatti consente questa opzione in maniera più facile rispetto alle altre categorie di lavoratori subordinati. Vediamo come si calcola il TFR per la badante, per poi capire come richiedere l’anticipo del TFR ed infine, come viene tassato questo indennizzo a favore dei lavoratori domestici.

Il TFR in anticipo

Rispetto alla generalità dei lavoratori dipendenti del settore privato, il lavoratore domestico non deve rispettare il periodo minimo di assunzione per poter richiedere un anticipo della liquidazione. Inoltre, la richiesta di anticipo, sempre rispetto agli altri settori di lavoro, non necessita di una giustificazione specifica. In linea generale infatti, il TFR si ottiene alla fine del rapporto di lavoro, a prescindere da come esso sia giunto a termine, cioè per fine contratto, decesso del soggetto da assistere, licenziamento o dimissioni.

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Per poter richiederne un anticipo, nel mondo del lavoro, il dipendente deve essere in servizio e quindi assunto da almeno 8 anni presso lo stesso datore di lavoro. Inoltre, l’anticipo va richiesto giustificandolo per un acquisto particolare, come può essere una casa o una spesa sanitaria improvvisa. Questi vincoli non esistono per il lavoro domestico e questo è fattore determinante a giustificare la statistica di cui parlavamo prima, quella che vuole un lavoratore su due che a dicembre chiede una anticipazione dell’indennità.

Niente 8 anni di lavoro continuativo e nessuna giustificazione da dare per la richiesta di anticipo. Nello specifico, la badante o la colf potrà andare a richiedere al datore di lavoro fino al 70% della liquidazione maturata al momento della richiesta. Un’altra particolarità specifica del TFR per il domestico è che esso va riconosciuto anche dopo lo svolgimento del solo periodo di prova, purché superiore a 15 giorni. Nella liquidazione va rispettato il preavviso, cioè se erogato al termine del rapporto di lavoro, in caso di mancato adempimento del periodo di preavviso da parte del datore di lavoro, bisognerà aggiungere al TFR già maturato, tanti mesi di anticipo quante previste dalle regole del preavviso stabilite dal CCNL.

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Nel caso in cui l’inadempiente sul preavviso fosse il lavoratore, che lascia il posto di lavoro di punto in bianco, le mensilità di preavviso stabilite a livello nazionale saranno detratte dal TFR da erogare.

Il TFR e come funziona

Come funziona il TFR per la badante è argomento che interessa una vasta fetta di lavoratori domestici che sono all’oscuro di questo indennizzo. Sul sito di informazione legale “laleggepertutti.it” c’è una esaustiva guida pubblicata il 26 novembre che spiega tutto nel dettaglio, dall’anticipo, al calcolo della liquidazione, dalla rivalutazione alla tassazione.

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Se il soggetto interessato lavora per più di un datore, si può richiedere l’anticipo a ciascuno di essi. Il datore di lavoro non funge da sostituto di imposta e pertanto, le tasse sul TFR le deve pagare il lavoratore. Il lavoratore che riceve il TFR o il suo anticipo, deve presentare dichiarazione dei redditi e versare l’imposta sostitutiva pari al 20%. Il Tfr si calcola sugli stipendi ricevuti durante l’anno, comprese le indennità di vitto e alloggio. La somma di tutte queste retribuzioni va divisa per 13,5 e si ottiene quanto accantonato per anno di lavoro. In pratica, se una badante ha ricevuto 9.100 euro nell’anno solare (cioè 700 euro al mese tutto compreso), accantona per il TFR circa 674 euro. Naturalmente questa somma va rivalutata in base agli indici di inflazione, cioè l’1,5% per anno (da quello di lavoro a quello in cui viene richiesto il TFR) e per il 75% dell’aumento del costo della vita stabilito dall’Istat.

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