Le ultime notizie sulle Pensioni, ad oggi martedì 27 novembre 2018, riguardano i tentativi del Governo di trovare un'intesa sul deficit e sulla manovra finanziaria 2019. L'obiettivo sarà quello di 'limare' l'attuale 2,4 per cento di un paio di punti decimali. Da qui l'esigenza di un taglio da 3 miliardi e 600 milioni di euro che andrà a finanziare le 'spese eccezionali' riguardanti i dissesti idrogeologici del nostro Paese.

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Ne dà notizia l'edizione odierna de 'Il Sole 24 Ore' che sottolinea il nuovo vertice, tenutosi ieri sera, tra il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, i vicepremier Di Maio e Salvini e il ministro dell'Economia, Giovanni Tria: al vertice erano presenti anche Laura Castelli, Riccardo Fraccaro e Giancarlo Giorgetti. Dal confronto è emerso che i due partiti di maggioranza sono ancora lontani da un accordo sulla riduzione del deficit: d'altro canto si sta lavorando sui disincentivi che dovrebbero ridurre la platea dei richiedenti Quota 100.

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Riforma pensioni, disincentivi per ridurre platea beneficiari Quota 100

Per quanto riguarda la riforma pensioni, si sta lavorando, in particolar modo, sui vincoli che dovrebbe scoraggiare una parte dei possibili richiedenti di Quota 100: come abbiamo già anticipato nella giornata di ieri, la riduzione della platea riguarderebbe il divieto di cumulo tra reddito pensionistico e da lavoro sino a cinque anni, divieto che, però, sarà rapportato al numero di anni di uscita anticipata.

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Pensioni Matteo Salvini

Per un solo anno di anticipo pensionistico, il divieto sarà pari a dodici mesi, per due anni di 24 mesi e così via fino ai cinque anni massimi di uscita dal lavoro rispetto ai 67 anni attualmente imposti dalla Legge Fornero. L'altro disincentivo alla scelta di Quota 100 dovrebbe essere rappresentato dalle penalizzazioni sull'assegno pensionistico, penalizzazioni inevitabili con il calcolo contributivo.

'Il Sole 24 Ore' ritiene che potranno essere solamente 250mila i lavoratori che decideranno di optare per la nuova misura di anticipo pensionistico che prevede il doppio requisito dei 62 anni di età anagrafica e i 38 anni di versamenti contributivi.

L'evoluzione dei costi nel tempo rappresenta un altro importante nodo da sciogliere. In questo senso, le finestre che ritardano l'uscita dal lavoro di tre mesi per i dipendenti privati e di sei mesi per gli statali, finirebbe per caricare sul 2020 le minori spese del 2019.

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Pensioni, obiettivo Governo i '41 per tutti': deadline il 2023

Il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, ha spiegato al 'Sole 24 Ore' che la flessibilità pensionistica attuata dai precedenti Governi attraverso misure come l'Ape Sociale e le altre uscite anticipate per precoci e usuranti avevano un budget pari a 1 miliardo e 800 milioni: di questi ne sarebbero stati spesi solo poco più di 600, secondo i dati disponibili a luglio.

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Il Governo avrebbe come obiettivo di arrivare ai famigerati '41 anni per tutti', obiettivo già sottolineato più volte dal vicepremier Matteo Salvini: la deadline sarebbe stata fissata per il 2023 (ma si vorrebbe anticipare ulteriormente quella data). Entro 5 anni, infatti, gli assegni di oltre il 60-65 per cento dei nuovi pensionati saranno calcolati con il sistema 'misto' (retributivo più contributivo), un meccanismo decisamente più penalizzante. Dunque, secondo i piani del Governo gialloverde il superamento della Legge Fornero dovrebbe svilupparsi gradualmente con un controllo della spesa a carico dell'Inps.

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