La riforma delle Pensioni con l’introduzione della Quota 100 continua ad essere al centro del dibattito politico. Dopo i dubbi espressi dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, sull’effettivo costo della misura, è stata oggi la volta di Cesare Damiano, esponente del Partito Democratico ed ex ministro del Lavoro che ha chiaramente sottolineato che ‘i soldi stanziati non bastano’.

Quota 100 da rivedere e rafforzare il reddito di inclusione: le proposte di Damiano

Cesare Damiano è intervenuto nel dibattito sulla legge di Bilancio 2019, i cui lavori sono in corso alla Commissione Bilancio della Camera, ed in particolare sulla riforma delle pensioni.

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Secondo l’ex ministro, l’obiettivo di crescita dell’1,5% sul quale si basa la manovra, è irraggiungibile e, per questo motivo, sono necessarie alcune modifiche.

Il punto centrale che, secondo Damiano, il Governo dovrebbe chiarire, riguarda la cifra accantonata in manovra, 6,7 miliardi di euro per il 2019, insufficiente a garantire l’attuazione di Quota 100 e di tutte le altre misure per le quali sono stati presentati emendamenti sui quali il governo ha dato il proprio benestare: dal prolungamento di Opzione donna, alla nona salvaguardia degli esodati, al blocco dell’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita.

I calcoli di Damiano in merito sono molto semplici, dal momento che si richiamano al fatto che le stesse misure erano già state prese in esame dai Governi precedenti ed erano state contabilizzate dalla Ragioneria dello Stato in circa 15 miliardi di euro. A questo punto, obietta l’ex ministro, o si trovano altre risorse oppure si opera una selezione degli obiettivi, tra i quali dovrebbe essere compresa una proroga dell’Ape sociale, sulla quale il Pd ha presentato un emendamento. Tale proroga interesserebbe migliaia di lavoratori, disoccupati o che hanno svolto lavori gravosi oppure assistono un parente disabile, che rischiano di non poter più andare in pensione in anticipo rispetto a quanto stabilito dalla legge Fornero e senza avere la certezza che la loro condizione sia riconosciuta nella Quota 100.

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Boeri, Quota 100 a rischio per il 2019

Come detto, Damiano non è solo nel contestare le cifre stanziate per l’introduzione della pensione a Quota 100, dal momento che un analogo appunto era stato fatto nei giorni scorsi da Tito Boeri, presidente dell’Inps. Secondo Boeri, infatti, per come sembra essere progettata la Quota 100, è molto probabile che la stessa possa essere messa in atto solo nel 2019, essendo insufficienti le cifre stanziate per il 2020 e 2021, vale a dire 7 miliardi di euro l’anno.

I costi, sostiene il presidente dell’Inps, sono destinati a crescere notevolmente a partire dal secondo anno di applicazione della misura a causa del sommarsi delle nuove uscite dal lavoro a quelle degli anni precedenti. Un rilievo che ha trovato sponda anche nell’ex ministro Elsa Fornero, autrice della contestata riforma che il Governo Lega-M5S cerca di superare.