Continuano le polemiche attorno al famigerato meccanismo della Quota 100 che non sarà inserito nella Legge di Stabilità 2019 ma arriverà con un decreto a parte entro dicembre. Dopo la bocciatura da parte della Commissione Europea, il Governo Conte resta cauto e di certo chiederà all'Unione Europea tempi più lunghi per l'applicazione delle sanzioni all'Italia. Stando a quanto affermato da "Il Corriere della Sera", infatti, l'esecutivo giallo-verde sta valutando l'ipotesi di un allungamento dei tempi di attuazione delle misure previdenziale al fine di contenere i costi.

Quota 100 potrebbe slittare

Il tanto atteso sistema delle quote volto a garantire una maggiore flessibilità in uscita potrebbe prendere piede già a febbraio anche se il Movimento 5 Stelle non dà per scontato uno slittamento dell'entrata in vigore della quota 100 fino al prossimo autunno.

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Il segretario federale della Lega Matteo Salvini, invece, sembra intenzionato a far divenire la misura operativa già da febbraio 2019 come promesso più volte: "Io ho già detto che il superamento della Legge Fornero partirà a febbraio. E dunque, si possono fare i calcoli sul mese e mezzo, due al massimo", ha confermato il vicepremier leghista.

Lo stesso Salvini, infatti, si oppone all'ipotesi lanciata dal Movimento 5 Stelle che prevede uno slittamento della Quota 100 al fine di alleggerire le casse statali dagli ingenti costi che la misura comporta.

Ipotesi di slittamento della Quota 100.
Ipotesi di slittamento della Quota 100.

Si parla di circa 6,7 miliardi di euro stanziati dalla nuova Legge di Stabilità per il primo anno di applicazione che potrebbero aumentare fino a 7 miliardi negli anni successivi. Come riporta "Il Corriere della Sera", infatti, il vicepremier della Lega intende evitare che una manovra di crescita venga trasformata in una manovra restrittiva.

Di Maio ottimista, Quota 100 per circa 626 mila unità

Ad intervenire, anche il Presidente della Commissione Bilancio alla Camera Claudio Borghi secondo il quale il ritardo di qualche mese su una proposta del Governo potrebbe liberare risorse fondamentali: "se un provvedimento a Bilancio richiede 100, ogni mese di slittamento dell'entrata in vigore diminuisce il conto relativo", spiega lo stesso Borghi.

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Quanto ai numeri dei potenziali beneficiari, arriva l'ottimismo del vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio secondo il quale a partire dal 2019 potrebbe lasciare in anticipo l'attività lavorativa circa 626 mila lavoratori considerando anche il fatto che non tutti opteranno per il sistema delle quote.

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