Annuncio
Annuncio

Ci sono provvedimenti che nonostante le difficoltà, i veti di Bruxelles e le critiche che provengono da partiti dell’opposizione e tecnici, il Governo Conte continua a reputare di massima necessità. Quota 100, reddito e pensione di cittadinanza e tagli alle Pensioni d’oro sono sempre i punti salienti del lavoro che l’esecutivo giallo-verde sta mettendo in atto. Siamo nei giorni decisivi per tutte queste misure e per quanto concerne il taglio degli assegni d’oro, un emendamento della maggioranza sembra ormai pronto.

Annuncio

Il provvedimento, voluto fortemente dal vicepremier Luigi Di Maio dovrebbe essere approvato, anche se con alcune modifiche rispetto all'idea iniziale. Come per tutte le altre misure che questo Governo sta per varare, è necessario trovare un compromesso fra i due partiti di maggioranza: Lega e Movimento 5 Stelle. Anche l'altro vicepremier Matteo Salvini sembra ormai aver avallato questa sforbiciata sulle pensioni di importo elevato. Quali saranno le pensioni colpite dai tagli? Come funziona la sforbiciata sulle pensioni più alte? Vediamo tutto quello che c’è da sapere su quest’altro importante provvedimento di cui da tempo si parla.

Nessun passo indietro

Uno dei cavalli di battaglia della parte pentastellata del Governo è il taglio a migliaia di pensioni reputate troppo elevate. Come riportano la Stampa e il Giornale, i tagli andranno a colpire le pensioni che, al netto delle trattenute relative alla tassazione corrente, saranno di importo pari o superiore a 4.500 euro. Il provvedimento, rispetto al taglio secco, prende la forma del contributo di solidarietà. Un meccanismo che dovrebbe evitare la presunta incostituzionalità della legge.

Annuncio

Infatti la Corte Costituzionale, già in passato, è sembrata più accondiscendente verso il cosiddetto contributo di solidarietà rispetto a blocchi e tagli lineari. Questa versione è figlia di una ampia ed approfondita discussione in seno alla maggioranza di Governo, perché sembra che sia stata la Lega a spingere verso questa soluzione più malleabile costituzionalmente rispetto al taglio lineare e secco, proposto dal Movimento 5 Stelle fin dai tempi della campagna elettorale.

Tagli e perdite ingenti

Che sia un contributo di solidarietà o un taglio, dal punto di vista dei pensionati cambierà poco.

Le pensioni saranno ridotte notevolmente secondo un meccanismo a scaglioni. Una riduzione di pensione che colpirà molti pensionati con aliquote comprese nella forbice tra l’8 ed il 20%. La durata di questi tagli sarà di due anni e non sarà identico per tutti come abbiamo già sottolineato. Per pensionati con redditi lordi tra i 90.000 ed i 130.000 euro, si perderà l’8% di pensione. Un pensionato con assegno netto da 4.500 euro al mese perderà di colpo 360 euro al mese, circa 4650 euro all’anno: più di una mensilità di pensione in meno quindi.

Annuncio

Più aumenta il reddito e più aumentano i tagli perché, per due anni, un pensionato con reddito compreso tra i 130.000 ed i 200.000 euro lordi annui subirà il 12% di decurtazione. Si sale al 16% e poi al 20% rispettivamente per soggetti con redditi da 200.000 a 500.000 e per redditi ancora superiori.