Le ultime notizie sulle Pensioni, ad oggi sabato 8 dicembre, riguardano il primo via libera della Camera alla Legge di Bilancio 2019 nella versione contestata da Bruxelles: 330 voti favorevoli e 219 contrari alla fiducia posta dal governo. L'esecutivo Conte sta lavorando con la revisione delle stime di spesa per la riforma pensioni con Quota 100 e sul reddito di cittadinanza. La manovra sbarcherà al Senato lunedì e, a proposito di questo, si teme un nuovo scontro tra i due partiti di maggioranza sulla questione legata ai tagli alle pensioni d'oro, un argomento che sta particolarmente a cuore al Movimento Cinque Stelle, al contrario degli alleati di governo.

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Pensioni, ok della Camera alla manovra finanziaria: Di Maio smentisce 'disagi' ministro Tria

Il vicepremier Di Maio ha espresso nuovamente il suo ottimismo in merito all'approvazione della Legge di Bilancio 'con le riforme e senza andare in procedura d'infrazione'.

I possibili risparmi su Quota 100 e reddito cittadinanza diventeranno l'argomento principale della trattativa con l'Ue: Di Maio, inoltre, smentisce qualsiasi divergenza con il ministro dell'economia, Giovanni Tria. 'Ha tutta la nostra fiducia' ha ribadito il leader del partito pentastellato, parlando di 'fantasiose ricostruzioni' in merito alle voci che riferiscono di un Tria profondamente a disagio. Il governo 'va avanti compatto', ha sottolineato ancora una volta Di Maio [VIDEO], elogiando il lavoro del ministro dell'economia, un lavoro che sta compiendo con impegno e serietà. Eppure, con l'approdo della manovra al Senato, potrebbero addensarsi nuvoloni neri nel 'cielo sereno' dell'esecutivo Conte.

Pensioni d'oro, si profila nuovo scontro tra Lega e Movimento Cinque Stelle

Si profila, infatti, un nuovo scontro tra Lega e Movimento 5 Stelle sui tagli alle pensioni d'oro.

L'annuncio del vicepremier Di Maio di un taglio del 40% ha lasciato di stucco gli alleati leghisti. Per ora, regna il silenzio ma da lunedì non mancheranno le scaramucce [VIDEO] visto che la manovra passerà al Senato. L'emendamento parla di contributo biennale sugli assegni superiori ai 90mila euro lordi, un prelievo a scaglioni secondo cinque aliquote che partono dall'8 per cento sino ad arrivare al 20. Dopo il flop del ddl D'Uva-Molinari, il Movimento Cinque Stelle rischia di far saltare nuovamente tutto: 'Passiamo dal 25 per cento al 40' ha dichiarato Di Maio, confermando che il taglio alle pensioni d'oro entrerà nella Legge di Bilancio. Secondo l'affermazione del leader del partito pentastellato, l'ultima delle cinque aliquote ipotizzate potrebbe raddoppiare: in pratica sugli assegni superiori ai 500mila euro si potrebbe applicare un'aliquota del 40% anziché del 20.

A conti fatti, sono appena 45mila i pensionati che superano i 90mila euro lordi annui di pensione e pochissimi toccano quelle cifre astronomiche.

Ma l'esperto previdenziale Alberto Brambilla ha dichiarato come sia impossibile arrivare a tagliare il 40%, visto che un provvedimento del genere andrebbe contro tutte le sentenze della Consulta. Brambilla invita, ancora una volta, ad usare moderazione su questo tema delicato. Anche perché molti pensionati 'd'oro' sono già sul piede di guerra, pronti ad impugnare la norma, facendo leva proprio sulle precedenti sentenze della Consulta.