Ultime notizie sulle Pensioni, ad oggi martedì 18 dicembre, incentrate sulla trattativa governo-Ue in merito alla manovra finanziaria. L'Unione europea ritiene che la manovra sia 'zoppicante', con dei numeri 'figli del grande ottimismo': dei 3,5 miliardi di tagli operati dall'esecutivo Conte, solamente 1,5 miliardi hanno convinto Bruxelles, gli altri 2, invece, non sono stati ritenuti 'validi'. Dunque, all'appello mancherebbero ancora due miliardi e il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, starebbe cercando di trovare una soluzione che possa finalmente convincere i 'poteri forti' europei.

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Per quanto riguarda Quota 100, invece, sono giunte conferme per quanto riguarda la nuova misura di anticipo pensionistico, conferme che riguardano la sua durata triennale, oltre alla cosiddetta 'clausola di garanzia' che verrà messa in atto dal governo, monitorando il numero delle domande che affluiranno all'Inps già dai primi mesi del 2019. Arrivano conferme anche per quanto riguarda le altre misure previdenziali che verranno incluse nella manovra finanziaria.

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Manovra 'figlia dell'ottimismo' secondo la Ue: Salvini 'All'Italia contano anche i peli del naso'

Intanto, però, c'è da risolvere il braccio di ferro con l'Unione europea che ritiene la manovra finanziaria dell'Italia un po' troppo ottimista. Il vicepremier Matteo Salvini non le manda a dire, soprattutto in merito a possibili discriminazioni rispetto alla Francia: 'Mi auguro che a Bruxelles prevalga il buonsenso, senza figli e figliastri - ha detto il leader della Lega Nord - All'Italia contano anche i peli del naso - tuona Salvini, sottolineando come, invece, alla Francia di Macron fanno fare quello che gli pare e piace.

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Pensioni Matteo Salvini

'Siamo a Natale, siamo tutti più buoni - ha proseguito il ministro degli Interni - spero che anche Juncker sia più buono. Noi abbiamo fatto quello che dovevamo fare, mi auguro che la partita sia chiusa', ha concluso Salvini.

Ape Sociale e Opzione Donna, nel decreto legge che avvierà Quota 100

Nel decreto legge di gennaio, troveranno posto anche le proroghe annuali per Opzione Donna e Ape Sociale: per quanto riguarda l'ammortizzatore sociale entrato in vigore lo scorso anno, si utilizzeranno le risorse non utilizzate nel 2018.

Nel decreto troverà posto anche la conferma del requisito per la pensione anticipata con 42 anni e dieci mesi di contributi: pertanto, viene scongiurato il tanto temuto scatto di cinque mesi che sarebbe dovuto entrare in vigore dal 1° gennaio prossimo e che avrebbe innalzato la soglia a 43 anni e tre mesi.

Un altro importante provvedimento previsto nel decreto legge sarà quello relativo alla 'pace contributiva': secondo quanto riportato dal quotidiano economico 'Il Sole 24 Ore' di oggi, martedì 18 dicembre, la misura dovrebbe avere una doppia destinazione: da una parte, servirebbe per agevolare i lavoratori più giovani, alle prese con il grosso problema delle carriere discontinue lasciatisi alle proprie spalle.

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L'obiettivo è quello di evitare una pensione di vecchiaia a 70 anni e riuscire, quindi, ad anticipare l'uscita dal lavoro. La seconda destinazione della 'pace contributiva', invece, riguarderebbe proprio i 'quotisti', chiamati a raggiungere il non facile requisito dei 38 anni di versamenti contributivi.

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