Dopo lunghe settimane di trattative, il Governo Conte è riuscito a convincere la Commissione Europea sulle misure-chiave contenute nella Legge di Stabilità 2019. quota 100 e reddito di cittadinanza, infatti, entreranno in vigore dal prossimo anno seppure con tempi più lunghi; è questa la risposta data dall'Italia che ha strappato finalmente il sì dai vertici di Bruxelles.

L'Italia trova l'accordo con l'Ue

Come ormai tanti sanno, l'obiettivo dell'esecutivo giallo-verde consiste nella diminuzione del rapporto Deficit/Pil dall'attuale 2,4 % al 2,04 % apportando alcune correzioni delle misure in materia previdenziale come il meccanismo della Quota 100 che, difatti, potrà essere utilizzato a partire dalla prossima primavera con il sistema delle finestre mobili: per i dipendenti del settore privato saranno tre a cadenza trimestrale mentre per i dipendenti della Pubblica Amministrazione è previsto un ulteriore preavviso di prepensionamento di tre mesi.

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Come riporta il quotidiano "Il Corriere della Sera", il presidente del Consiglio Giuseppe Conte avrebbe sbloccato la trattativa con una telefonata al vice presidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis evitando anche la procedura d'infrazione che l'Unione Europea ha dichiarato più volte di voler avviare contro l'Italia.

Quota 100 a partire da febbraio

Tuttavia, i dettagli dell'accordo fra l'Italia e Bruxelles restano ancora riservati anche se fonti vicino a Palazzo Chigi lasciano trasparire che entro oggi la proposta arriverà dinanzi al Collegio della Commissione per il via libera definitivo.

Come confermato dal Premier Conte, le misure in materia previdenziale non subiranno nessun rinvio bensì partiranno nei tempi previsti: a partire da febbraio 2019 prenderà piede il meccanismo della Quota 100 volto ad assicurare una copertura previdenziale a tutti coloro che hanno raggiunto almeno 62 anni di età anagrafica unitamente ai 38 anni di versamenti contributivi mentre a marzo toccherà al reddito di cittadinanza voluto dal Movimento 5 Stelle.

Resta, inoltre confermata la strada della sperimentazione della Quota 100. Difatti, la misura sarà in vigore solo per un triennio mentre a partire dal 2021 il Governo inizierà a lavorare sul pensionamento con Quota 41. Quanto al cosiddetto reddito di cittadinanza, l'assegno dei 780 euro mensili verrà erogato in base all'Isee su una platea di circa cinque milioni di potenziali beneficiari.

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