Crescono i dubbi sulle uscite anticipate con il meccanismo della quota 100 ovvero al raggiungimento di almeno 62 anni di età anagrafica unitamente ai 38 anni di versamenti contributivi. Il Governo, infatti, sta valutando tutte le ipotesi al fine di ridurre l'impatto economico della misura in materia previdenziale e ricevere il via libera dalla Commissione Europea.

Brambilla propone quota 104

Non resta escluso che l'esecutivo possa prendere in considerazione anche l'ipotesi avanzata dal consigliere economico della Lega Alberto Brambilla riguardante l'introduzione della quota 104, ovvero il pensionamento anticipato dopo il raggiungimento dei requisiti fissati a 62 anni + 38 anni maturati da almeno due anni.

L'obiettivo dello stesso Brambilla consiste nella riduzione della platea dei potenziali beneficiari al fine di tutelare la spesa previdenziale. Come riporta il quotidiano "Il Messaggero", inoltre, l'altra ipotesi sul tavolo di Palazzo Chigi riguarda una sorta di clausola di salvaguardia che limiterebbe i pensionamenti anticipati una volta raggiunto il limite di spesa. In tal modo, però, si potrebbe generare un aumento della presentazione delle domande di pensione anticipata visto che, molti lavoratori avranno il timore di restare esclusi dalla misura.

Per Boeri quota 100 comporta costi maggiori

Intanto, il Presidente dell'istituto Nazionale di Previdenza Sociale Tito Boeri ha dimostrato una grande perplessità sui conti pubblici. Per l'economista, infatti, nessuna delle simulazioni effettuate dall'ente di previdenza si è rivelata al di sotto delle risorse finanziarie stanziate dalla nuova Legge di Bilancio.

Come ormai noto, la Legge di Stabilità 2019 ha stanziato circa 6,7 miliardi di euro per finanziare quota 100 ma stando ai calcoli dell'Inps la quota 100 potrebbe comportare costi maggiori.

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Pensioni

E' questo il motivo che induce l'esecutivo giallo-verde a valutare la restrizione del cumulo gratuito dei versamenti contributivi al fine di ridurre la platea dei beneficiari.

Alberto Brambilla, invece, continua a sostenere la sua ipotesi sulla quota 104 spiegando che potrebbe rivelarsi utile per ridurre la spesa pensionistica anche se la scelta è tutta politica. Inoltre, sempre stando a quanto affermato dallo stesso Brambilla, si potrebbe studiare l'uscita con 64 anni di età anagrafica unitamente ai 39 anni di contribuzione.

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