Oggi gennaio presso il Ministero del Lavoro i rappresentanti dei lavoratori del settore domestico e quelli dei datori di lavoro hanno sottoscritto le nuove tabelle retributive per l’anno 2019. Con decorrenza primo gennaio 2019 gli stipendi di colf, badanti, baby sitter, giardinieri e di tutti gli altri addetti del settore domestico, si adeguano al tasso di inflazione e quindi salgono come accade negli altri settori lavorativi. Quest’anno aumenti più cospicui perché, come riporta un articolo dell’autorevole quotidiano romano “Il Messaggero”, l’Istat ha confermato un aumento degli indici inflattivi e quindi un aumento del costo della vita maggiore rispetto agli anni passati. Per le famiglie dunque un aumento di spesa da sostenere quando si andrà a pagare lo stipendio del proprio collaboratore domestico.

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Cosa è successo al Ministero del Lavoro

Come ormai si ripete da anni, a gennaio associazioni datoriali e associazioni dei lavoratori, si riuniscono al Ministero del Lavoro per trovare una quadra sulle nuove tabelle degli stipendi minimi da utilizzare per tutto l’anno appena entrato. Le tabelle come dicevamo in premessa, sono state sottoscritte stamattina dalle due parti in causa. Il CCNL dei lavoratori domestici dunque si vede aggiornare i minimi retributivi per tutti i livelli di inquadramento dei lavoratori.

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Rese pubbliche le nuove tabelle sulle retribuzioni e presto saranno aggiornate anche le tabelle relative agli inevitabili aumenti dei contributi Inps che ogni datore di lavoro è tenuto a versare per il proprio dipendente.

Aumenti da 7 a 15 euro al mese

Entrando nel merito di quanto davvero percepiranno in più i lavoratori, il Messaggero parla di aumenti che arriveranno in alcuni casi anche a 15 euro al mese.

Nello specifico, si fa riferimento ai lavoratori conviventi ai quali le famiglie dovranno riconoscere aumenti in busta paga compresi tra 7 euro ed appunto 15 euro.

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La prima fascia, quella per i quali spetterebbero 7 euro in più di stipendio mensile è quella dei lavoratori domestici senza esperienza e che non accudiscono persone ma che si limitano ad effettuare i lavori di pulizia e di tenuta della casa della famiglia per la quale prestano servizio.

In pratica, aumenti di 7 euro per lavoratori inquadrati nel livello A. Per la colf nel vero senso della parola, quella che dovrebbe essere inquadrata nel livello B, aumento mensile di circa 9 euro.

Per lavoratori di livello BS, cioè le classiche baby sitter che accudiscono bambini di età superiore ai 3 anni, l’aumento è pari a 9,61 euro. Per la badante, che ricordiamo, come prevede il CCNL dovrebbe essere inquadrata al livello CS, l’aumento previsto è di quasi 11 euro in più al mese (10,89 euro per essere precisi). Solo le lavoratrici di fascia elevata, quelle altamente qualificate che vengono inquadrate in livello DS e che assistono persone non autosufficienti, l’aumento sarà di 15 euro circa al mese.

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Aumenti che naturalmente andranno ad incidere anche sulla mensilità aggiuntiva di nfine anno, la cosiddetta gratifica natalizia o tredicesima. Nelle nuove tabelle vengono previsti scatti in aumento anche per le tariffe orarie, cioè per i lavoratori ad ore che si vedranno aumentare di 6, 7 ed 8 centesimi la paga oraria rispettivamente per colf, baby sitter e badante.

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