Arrivano novità sul calcolo della pensione anticipata a quota 100 per i lavoratori in uscita nel 2019 e nei prossimi anni, in particolare dal meccanismo di conteggio dei contributi versati. Infatti, come informa Il Messaggero nell'edizione di oggi, con la pensione a quota 100 si avrà subito un assegno di pensione più basso in uscita per i minori contributi versati. Poi però ci sarà un lento recupero fino ad arrivare a guadagnare il 7-8 per cento.

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Dunque, come prevedibile, l'assegno di pensione percepito da chi sceglierà la quota 100, inizialmente sarà più basso rispetto a quello che si sarebbe ottenuto con la scelta di continuare a lavorare fino ai 67 anni in seguito alla maturazione della pensione di vecchiaia. Ma la prospettiva è quella di riguadagnare, nel tempo, quanto perduto nel corso degli anni di anticipo della pensione.

Pensione anticipata, ultime novità oggi: nel 2019 la decurtazione in uscita fino al 15%

Il calcolo degli assegni della pensione anticipata a quota 100 si è reso necessario per stabilire la convenienza di centinaia di migliaia di contribuenti in attesa dell'uscita per la pensione negli anni a partire dal 2019.

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Prevedibilmente, l'aspetto economico è quello che maggiormente potrà guidare i lavoratori nella scelta del nuovo canale di uscita di pensione anticipata: è necessario ricordare che i contribuenti che andranno in pensione con il nuovo canale di uscita non subiranno alcuna penalizzazione, ma il ridotto assegno sarà conseguente al minor numero di anni di contributi versati rispetto alle Pensioni di vecchiaia.

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Lo stesso Governo Conte, rifacendosi ai dati dell'Inps, aveva quantificato nel 15% il taglio della pensione derivante dall'anticipo di quattro anni rispetto alle pensioni di vecchiaia a 67 anni. Tuttavia, sulla base di questo calcolo, andare in pensione anticipata a quota 100 all'età di 63 anni permetterà al lavoratore di godere della pensione per un periodo di anni più lungo rispetto alle pensioni di vecchiaia: infatti, la speranza di vita, secondo le ultime rilevazioni dell'Istat a partire dall'uscita a 67 anni, è fissata a circa 19 anni e, pertanto, 23 dalla quota 100.

Calcolo quota 100 e uscita pensione anticipata: convenienza sui contributi

Nel dettaglio, andando in pensione di vecchiaia a 67 anni con un assegno mensile di circa duemila euro, con la riduzione della pensione anticipata con la quota 100 se ne otterrebbero circa 1.530 euro, pari al 15 per cento di decurtazione per i minori contributi. Tuttavia, i quattro anni in più di incasso della pensione a quota 100 rispetto alle pensioni di vecchiaia, determinerebbero una maggiore rivalutazione degli assegni dovuti all'inflazione.

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L'importo mensile, pertanto, andrebbe a rivalutarsi per un periodo di tempo più lungo: nel calcolo pubblicato da Il Messaggero, infatti, si arriverebbe proprio per la rivalutazione delle pensioni nel corso degli anni previdenziali ad avere un assegno di pensione più alto di circa il 3 per cento. A questa percentuale, però, andrà aggiunto anche il fattore della tassazione Irpef: per gli assegni più bassi dei lavoratori in uscita con la quota 100, infatti, l'incisività della tassazione sarebbe meno elevata con punti di aumenti di pensione nell'arco dei venti anni fino al 7 o 8 per cento.

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