Secondo diverse agenzie di stampa, molti lavoratori che sono in procinto di sfruttare la quota 100 per lasciare anticipatamente il lavoro, devono fare presto a completare la pratica per la domanda di pensione. Con la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale di ieri 28 gennaio, la quota 100 diventa ufficiale e presto anche l’Inps, come al solito tramite circolari, metterà a disposizione degli utenti tutte le informazioni utili.

La misura come sottolinea il quotidiano Il Messaggero ha un meccanismo particolare, basato su date di uscita con finestre che soprattutto nel lavoro statale obbligherà i lavoratori a velocizzare le operazioni. Dal decreto infatti fuoriesce ciò che già si sapeva sulla differente tipologia di accesso a quota 100 tra lavoratori del settore privato e lavoratori del Pubblico Impiego. Per gli statali i tempi di attesa tra data in cui si centrano i requisiti e decorrenza della pensione è di 6 mesi, mentre per i lavoratori privati tale lasso di tempo è di 3 mesi.

In più per i lavoratori pubblici occorre dare un preavviso di 6 mesi all’Ente presso cui lavorano. In base a questo, sempre secondo il quotidiano, proprio nei comparti della PA inizia la corsa alla quota 100.

Quando si percepisce la pensione

La prima finestra di uscita con la nuova misura è fissata ad aprile 2019. Questa possibilità però riguarda i lavoratori del settore privato che hanno completato i 38 anni di contributi e l’età necessaria, cioè dai 62 ai 66 anni, entro la fine dello scorso anno.

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Pensioni Scuola

Per chi invece ha completato il doppio requisito a partire dal 1° gennaio 2019, la finestra utile alla fruizione del primo rateo di pensione con la quota 100 sarà sempre dopo 3 mesi dalla data di completamento del vincolo. Nel lavoro pubblico invece le regole sono differenti e non solo per la lunghezza del periodo di attesa che ripetiamo, sarà semestrale. Infatti la prima finestra prevista per i lavoratori provenienti dai comparti della Pubblica Amministrazione (ad esclusione del comparto difesa e forze di sicurezza che hanno regole pensionistiche differenti) è il 1° agosto e riguarda quanti hanno completato i requisiti a partire dal giorno successivo a quello in cui il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, cioè da oggi 29 gennaio.

Occorre tornare a sottolineare che per quanto riguarda gli statali, occorre dare 6 mesi di preavviso all’Ente e pertanto se si vuole sfruttare la finestra del 1° agosto, occorre comunicare l’uscita entro la fine di febbraio. Nella Scuola o nel mondo degli Atenei, dove le date di pensionamento sono collegate con anno scolastico ed anno accademico e non con l’anno solare, occorre presentare sempre domanda entro il prossimo 28 febbraio, con la pensione che decorrerà sempre il 1° settembre o il giorno di avvio dell’anno accademico per il personale delle Università.

Come funziona la decorrenza

Per chiarire meglio gli aspetti di questo meccanismo a finestre Il Messaggero ha pubblicato alcuni esempi che rendono più facile la comprensione delle differenti date di uscita previste. Per un lavoratore pubblico che ha già maturato i requisiti fino alla data di ieri, presentando domanda subito potranno andare in pensione già il primo agosto. Per i lavoratori del settore privato, se tutto ok già al 31 dicembre 2018, l’uscita prevista è il primo aprile, ma se età o contribuzione utile vengono completate nel 2019, si va alla cassa il primo giorno del terzo mese successivo a quello di chiusura dei requisiti previsti.

Pertanto, un soggetto che ha già completato il percorso dei 38 anni di versamenti previdenziali, ma che compie 62 anni solo il 20 febbraio, potrà incassare il primo rateo di pensione spettante solo il 1° giugno. Va ricordato che le finestre trimestrali, stavolta senza distinzioni tra lavoro pubblico o privato, sono entrate anche nelle Pensioni anticipate che si centrano con 42 anni e 10 mesi per gli uomini o 41 anni e 10 mesi per le donne. Per questa misura le regole sono le medesime della quota 100, con la quiescenza che non decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di completamento del requisito come succede per le pensioni di vecchiaia a 67 anni, ma dopo tre mesi.

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