Arrivano novità sulle modalità di uscita degli statali con la pensione anticipata a quota 100 e sul versamento del Trattamento di fine rapporto dal decreto riguardante il Reddito di cittadinanza e, proprio, la quota 100. Infatti, da quanto spiega il quotidiano Il Messaggero, il Tfr (o Trattamento di fine servizio) dei lavoratori del pubblico impiego salirà, per la parte di anticipo, fino a 40 mila euro dai 30 mila previsti dal decreto. Anche se nelle aule parlamentari si spinge affinché il tetto possa salire fino ai 45 mila euro.

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La liquidazione dei lavoratori statali in uscita con la pensione anticipata a quota 100, ma anche attraverso le altre formule di pensionamento, fa capo al progetto di versamento del Tfr attraverso l'intervento delle banche.

Pensioni anticipate a quota 100 nella Pa: ultime novità oggi su Tfr statali

Nello specifico, nel decreto approvato nei giorni scorsi, si prevede che tutti i neopensionati della Pubblica Amministrazione del 2019, sia in uscita con quota 100 che con le altre formule di pensione anticipata o di pensione di vecchiaia, possano ottenere l'anticipo della liquidazione pari a 30 mila euro grazie all'intervento delle banche.

Il prestito sarebbe coperto dalle garanzie statali e, sostanzialmente, senza interessi. Per le cifre di liquidazione fino ai 30 mila euro, infatti, il decreto ha istituito un fondo da 50 milioni di euro a copertura proprio degli interessi sul prestito. Tuttavia, secondo quanto riporta Il Messaggero, la maggioranza ed il governo starebbero spingendo affinché il tetto di liquidazione ottenibile in anticipo per i neopensionati del 2019 possa essere elevato a 40 mila euro, se non a 45 mila. La modifica potrebbe arrivare attraverso uno emendamento da presentarsi durante l'approvazione delle Camere.

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Tra le altre modalità del prestito necessario al pagamento del Tfr degli statali, secondo quanto prevede il decreto delle Pensioni anticipate a quota 100 e Reddito di cittadinanza, si fa riferimento alla durata, previsto tra i due e gli otto anni, in base proprio agli anni di anticipo rispetto alle pensioni anticipate con quota 100. Il rimborso alle banche sarà effettuato dall'Inps, con sgravio dell'Irpef che andrà in parte a sterilizzare gli interessi per una quota intorno all'80 per cento.

Uscita pensioni 2019 statali: scelta tra quota 100, pensione anticipata e vecchiaia

Sulla base delle indicazioni che arrivano dal decreto e dalle stime di uscita con le pensioni anticipate a quota 100, il quotidiano romano traccia le previsioni dei pensionamenti nella Pubblica amministrazione nel 2019.

Quest'anno potrebbero lasciare il posto di lavoro fino a 200 mila lavoratori statali dai quali solo 140 mila hanno maturato i requisiti previsti dalle pensioni a quota 100, ovvero almeno i 62 anni di età e i 38 anni di contributi. Per chi non avesse maturato i suddetti requisiti l'alternativa è l'attesa della pensione di vecchiaia oppure la verifica dei contributi necessari per la pensione anticipata con i requisiti previsti dalla riforma delle pensioni di Elsa Fornero, ovvero i 42 anni e dieci mesi.

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Proprio in base alla riforma Fornero, Il Messaggero stima che gli statali avranno mediamente un Trattamento di fine rapporto sui 75 mila euro.