Con l'avvio della nuova quota 100 e la proroga opzione donna c'è un tema che torna in modo preponderante al centro dell'attenzione tra lavoratrici e lavoratori, ovvero quello dell'anzianità dei versamenti. Le due nuove opzioni prevedono, infatti, rispettivamente la maturazione di almeno 38 anni di versamenti (più 62 anni di età) e 35 anni di versamenti (più 58-59 anni di età), laddove il mancato raggiungimento anche per un periodo di tempo molto limitato comporta l'esclusione dalla tutela di legge. Resta quindi implicito che l'attenzione di molti si concentrerà proprio sull'anzianità di carriera raggiunta.

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Uscite flessibili: come raggiungere il parametro della contribuzione

Bisogna innanzitutto sottolineare che il nostro ordinamento prevede diverse possibilità aggiuntive al classico versamento da parte del datore di lavoro (o del lavoratore stesso nel caso dell'attività autonoma) per la maturazione del vincolo legato all'anzianità di carriera. Un tipico esempio è quello del riscatto del periodo degli studi universitari, cioè della laurea o del dottorato di ricerca (qualora non risulti già associato ad una contribuzione, stante l'impossibilità di far valere periodi coincidenti).

In questo modo è possibile recuperare fino a 6 anni (sono incluse infatti anche le scuole di specializzazione medica), seppure il costo dell'operazione generalmente risulti piuttosto importante. I versamenti sono però fiscalmente convenienti, perché possono essere portati in detrazione dalla dichiarazione dei redditi.

Vi è poi la possibilità di chiedere il riconoscimento del servizio militare, un'opzione che in questo caso si rivela gratuita. Per la sola quota 100 resta inoltre possibile anche il cumulo gratuito dei contributi, mentre chi possiede periodi presso le casse professionali dovrà necessariamente ricorrere alla ricongiunzione onerosa.

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La corsa dei lavoratori al patronato

Stante la situazione appena descritta, è chiaro che la questione non può essere affrontata in modo generico o semplicistico. Per chi ha dubbi in merito alla propria posizione, è bene quindi rivolgersi ad uno dei servizi specifici offerti dai patronati, che si occuperanno innanzitutto di ricostruire l'estratto conto contributivo del lavoratore, di verificare che tutti i periodi corrispondano e di valutare quali opzioni sono possibili rispetto ad eventuali ricongiunzioni, cumuli o riconoscimenti di periodi non già conteggiati.

Il consiglio è, ovviamente, di non attendere di finire sotto scadenza per la presentazione della domanda di pensionamento, stante che già oggi si rileva come sia scattata la corsa ai patronati ed agli uffici informativi dell'Inps rispetto alle nuove opzioni in arrivo con il decreto di recente approvazione.