Pensioni a quota 100, opzione donna, precoci con quota 41, lavori usuranti, isopensione, Ape social e Ape volontario: potrebbero essere fino a sette le modalità di uscita nel 2019 con le pensioni anticipate. A fare il punto dei requisiti e dei canali di uscita a partire dai 58 anni è Il Sole 24 Ore che, per l'anno corrente, prevede un ventaglio di possibilità di accesso alle pensioni più ampio proprio grazie alla quota 100.

Con il prossimo arrivo della misura attesa per il nuovo anno, infatti, l'intervento dettato per il superamento della riforma delle pensioni di Elsa Fornero conserverà strumenti ereditati dagli scorsi governi. Tra questi il blocco dei requisiti contributivi della pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi (per le donne un anno in meno), ma i neopensionati dovranno attendere la finestra trimestrale dopo la maturazione dei versamenti richiesti.

Pensione anticipata: ultime novità oggi quota 100 e opzione donna

Dunque, la sperimentazione della pensione anticipata con quota 100 condizionerà le scelte di uscita da lavoro nel prossimo triennio, dal 2019 al 2021. Sia i lavoratori statali che quelli privati potranno andare in pensione purché abbiano 38 anni di contributi a partire dall'età di 62 anni. Ma il ventaglio delle uscite permetterà di scegliere tra misure alternative anche ad un'età meno elevata.

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Pensioni Matteo Salvini

Ad esempio, le lavoratrici avranno la possibilità di ricorrere all'opzione donna già dai 58 anni (le dipendenti) o dai 59 (le autonome). L'uscita prima dei 60 anni è tuttavia garantita anche dalla stessa quota 100 nei casi in cui l'azienda dovesse decidere di finanziare il ritiro dei lavoratori già a partire dai 59 anni e con 38 anni di versamenti. A 63 anni di età e con almeno 20 anni di contributi si potrà continuare a scegliere l'uscita con l'Ape volontario, accettando il prestito bancario da ripagare negli anni della pensione di vecchiaia.

L'anticipo massimo previsto è di 43 mesi. Ma si potrà ricorrere anche all'Ape social nel caso in cui si abbiano 30 o 36 anni di contributi a seconda dei casi e ci si trovi in situazioni di particolare difficoltà. Entrambe le misure di anticipo pensionistico dovrebbero essere confermate dal decreto sulla quota 100.

Altre forme uscita nel 2019 pensione anticipata: precoci quota 41, Ape social e usuranti

Ulteriori conferme si attendono sulla quota 41 dei lavoratori precoci che, dal 2022 e con varie modifiche, dovrebbe andare a sostituire proprio la pensione anticipata a quota 100.

Ad oggi, la quota 41 garantisce l'uscita con un numero equivalente di contributi nel quale deve essere compreso l'anno versato prima del diciannovesimo di età e il riconoscimento delle altre situazioni di difficoltà già previste per l'Ape social. Anche per le pensioni dei precoci a quota 41 dovrebbe essere confermato dal decreto sulla quota 100 il congelamento dei 5 mesi di aumento dovuto alla speranza di vita.

Ulteriori possibilità di uscita riguardano i lavori usuranti, a partire dall'età di 61 anni e sette mesi e con almeno 35 anni di contributi: in questi casi, dunque, la quota da raggiungere è la 96,7. Potenziari beneficiari saranno fino a seimila lavoratori nel 2019 che abbiano prestato lavoro in una delle attività definite "usuranti" per metà della propria carriera lavorativa oppure per sette degli ultimi 10 anni. Infine, troverà spazio tra le modalità di uscita del 2019 anche l'isopensione per i lavoratori che si trovino a sette anni dall'uscita con la pensione anticipata o di vecchiaia. Rientrerebbero tra i possibili beneficiari i dipendenti delle aziende con oltre 15 dipendenti che stipulino l'accordo dell'esodo con prepensionamento a carico dell'azienda.

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