Ultime notizie sulle Pensioni, ad oggi venerdì 18 gennaio 2019, dedicate al via libera del Consiglio dei Ministri al decreto che riguarda le due misure bandiera del governo Lega-Movimento 5 Stelle, vale a dire Quota 100 e reddito di cittadinanza. Il nuovo provvedimento per il pensionamento anticipato e il sussidio contro la povertà saranno in pagamento a partire dal prossimo mese di aprile. Come riporta il numero odierno del quotidiano 'Il Sole 24 Ore', tra le novità più importanti dell'ultim'ora, lo slittamento ad agosto della finestra di uscita per i dipendenti statali oltre alla conferma della clausola salva-spesa su “Quota 100”, uno dei nodi che restavano da sciogliere prima del varo del decreto.

Per la pensione di cittadinanza, richiesti gli stessi requisiti del reddito di cittadinanza, primo fra tutti i 67 anni di età.

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Il decreto ha sancito, inoltre, la proroga di un anno anche per l’Ape sociale oltre all'estensione di Opzione donna.

Quota 100, c'è il sì al decreto: misura sperimentale triennale

Quota 100 si conferma misura sperimentale di durata triennale (fino al 2021). Il lavoratore potrà scegliere se andare in pensione o meno, se in possesso dei requisiti di 62 anni di età anagrafica e un'anzianità contributiva minima di 38 anni. I requisiti potranno essere raggiunti anche attraverso il cumulo gratuito di versamenti effettuati in gestioni diverse.

La decorrenza della pensione con Quota 100 scatterà con una finestra mobile di tre mesi.

La prima finestra si aprirà nel prossimo mese di aprile e sarà a beneficio dei dipendenti del settore privato e degli autonomi. I dipendenti pubblici, invece, contrariamente alle voci circolate nelle scorse settimane, potranno accedere a Quota 100 solo dal 1° agosto e non dal 1° luglio, ma solamente se in possesso dei requisiti richiesti al momento dell'entrata in vigore del decreto. Gli altri lavoratori statali dovranno attendere le altre uscite semestrali, fermo restando l'obbligo di preavviso di 6 mesi all'amministrazione di appartenenza.

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Confermato il regime speciale per il personale scolastico: potranno accedere alla pensione il 1° settembre i lavoratori della scuola che matureranno i requisiti richiesti entro il 1° marzo. Gli altri dovranno attendere il prossimo anno scolastico.

Precoci con 41 anni, proroga Ape Sociale e Opzione Donna

Come ampiamente anticipato nelle scorse settimane, è stato confermato il requisito dei 41 anni per i lavoratori precoci, fermo restando l'obbligo di almeno un anno di contributi prima dei 19 anni.

Confermati anche i requisiti per il pensionamento anticipato con 42 anni e 10 mesi per gli uomini (un anno in meno per le donne) secondo i contenuti della Legge Fornero.

Proroga per Ape Sociale e Opzione Donna: le lavoratrici potranno accedere alla pensione anticipata con 58 anni (se lavoratrici dipendenti) oppure 59 se autonome, con 35 anni di contributi: l'importo dell'assegno verrà ricalcolato con il sistema contributivo.

Quota 100, confermata la 'pace contributiva'

Inoltre, nel decreto, viene confermata la possibilità di finanziare un assegno straordinario a condizione che l'azienda proceda a nuove assunzioni: i lavoratori potranno così scegliere di uscire dal lavoro con 59 anni di età e 35 di versamenti contributivi.

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Per le aziende, l'onere sarà deducibile. Confermata anche la cosiddetta 'pace contributiva': il lavoratore potrà riscattare i periodi non 'coperti', successivi al 1996, fino ad un massimo di cinque anni, con un massimo di sessante rate con in più un'agevolazione per il riscatto della laurea per gli Under 45.

Statali, scatta l'operazione Tfs/Tfr anticipato

Infine, scatta l'operazione Tfs/Tfr anticipato per tutti i dipendenti statali che andranno in pensione da quest'anno. Ci sarà la possibilità, infatti, di anticipare il Tfs fino a un massimo di 30mila euro attraverso un prestito bancario collegato ad una convenzione tra i ministeri dell’Economia e Lavoro e l’Abi, con interessi per il 95% a carico dello Stato.

Il vicepremier Salvini e la ministra della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, punteranno, comunque, ad innalzare la soglia dei 30mila euro a 40-45mila durante l’esame parlamentare del decreto, che potrebbe arrivare in Gazzetta Ufficiale già domani o entro lunedì.