Il riscatto della laurea non avrà più un costo proibitivo per chi ha cominciato a lavorare dopo il 1996. Il testo del decreto approvato dal Consiglio dei Ministri che introduce le Pensioni a Quota 100 e il Reddito di cittadinanza contiene, infatti, anche una importante novità per chi desidera coprire i buchi contributivi riscattando gli anni di studio universitario. Lo sconto previsto nell’ultima bozza del decreto prevede che si possano riscattare fino a cinque anni di studi usufruendo della detrazione dalle imposte del 50% delle spese sostenute.

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Novità riscatto laurea con lo sconto: quanto costerà

E’ in arrivo, quindi, il riscatto della laurea con lo sconto. Gli interventi sulle pensioni inseriti nel decreto varato dal Governo non si fermano, quindi, all’introduzione della Quota 100 per chi ha 62 anni di età e 38 di contributi, ma prendono in considerazione anche la situazione di coloro che, avendo cominciato a lavorare dopo il 1996, anno a partire dal quale le pensioni saranno calcolate interamente con il sistema contributivo, hanno una vita lavorativa discontinua e rischiano di raggiungere in età particolarmente avanzata i requisiti per la pensione.

Certo non si tratta dell’auspicato riscatto gratuito, ma sicuramente sarà accolto con favore dagli under 45, questo è l’altro limite previsto dalla norma, che vedono più a portata di mano la possibilità di colmare i buchi di contribuzione dovuti agli anni di laurea. Secondo i calcoli della Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro pubblicati da Huffington Post, riscattare la laurea per aumentare gli anni di anzianità pensionistica ai fini del regime contributivo dovrebbe costare, grazie alla nuova norma, circa 5.200 euro per un lavoratore con un reddito di 40.000 euro, con un risparmio pari a circa il 60% rispetto a quanto sarebbe costato senza lo sconto.

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La possibilità di riscattare gli anni di laurea con questo sostanzioso sconto sarà valida per il triennio 2019/2021, lo stesso previsto per Quota 100 e il reddito di cittadinanza, ed il riscatto sarà flessibile in quanto il lavoratore non è obbligato a riscattare tutti gli anni di laurea, ma potrà scegliere il numero di anni a seconda delle sue esigenze e/o possibilità.

Riscatto laurea: chi può richiederlo

Gli anni di studio utilizzati per il conseguimento della laurea, ricordiamo che possono essere riscattati ai fini contributivi in modo che siano conteggiati nel calcolo per il raggiungimento dei requisiti pensionistici.

Possono essere riscattati gli anni per la laurea triennale, Magistrale, per i diplomi universitari, di laurea, di specializzazione post-laurea e i dottorati di ricerca, anche se conseguiti all’estero. La possibilità di riscatto è riconosciuta anche per il conseguimento dei titoli AFAM (alta formazione artistica e musicale).

Requisiti essenziali per esercitare il riscatto sono che i periodi in questione non devono essere già coperti da contribuzione obbligatoria (è il caso, ad esempio, degli studenti lavoratori) e che bisogna aver versato almeno un contributo obbligatorio nell’ordinamento pensionistico in cui viene richiesto il riscatto stesso.

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Per chi ha cominciato a lavorare dopo il 1996, il calcolo di quanto deve essere versato viene preso considerando lo stipendio percepito al momento della richiesta. In questo modo il conteggio potrebbe risultare estremamente salato e, per questo motivo, molti rinunciano al riscatto della laurea. La novità introdotta dal decreto sulle pensioni dovrebbe quindi incentivare molti lavoratori ad approfittare dello sconto.