Con 38 anni contributivi e 62 anni di età si potrà accedere già da aprile prossimo al piano pensionistico Quota 100. Al momento, i tecnici del governo sono impegnati a predisporre tutti i criteri necessari su cui poggia il piedistallo dell'attuale bozza di "Decreto legge contenente disposizioni relative all'introduzione del reddito di cittadinanza e agli interventi in materia pensionistica».

Pace contributiva con Quota 100

Come si legge su "Il Messaggero", nella bozza del Decreto legge è prevista anche la pace contributiva con Quota 100 per il triennio 2019/21.

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Sostanzialmente, la pace contributiva rappresenta una doppia agevolazione fiscale grazie alla quale sarà possibile riscattare anche quei periodi non coperti da contribuzione. Una postilla diretta solo per il sistema contributivo nel quale rientrano esclusivamente i lavoratori che non hanno maturato un'anzianità contributiva anteriore al 31 dicembre 1995. Tuttavia, si tratta di una possibilità fruibile solo per un determinato limite di tempo che non risulti essere maggiore di 5 anni. Sarà possibile portare l'onere relativo al riscatto dei contributi in detrazione ai fini Irpef al 50% sull'imposta lorda, con un pagamento in un'unica soluzione, oppure con rate mensili da 30 euro in su, senza interessi sul piano di rateizzazione fino a 60 rate con decorrenza mensile.

In via sperimentale 2019/2021

I requisiti richiesti in fase sperimentale per il triennio 2019/2021 sono: 62 anni di età anagrafica e 38 anni contributivi. Tali requisiti saranno adeguati in seguito all'incremento di vita. Resta il vincolo dei redditi non cumulabili con Quota 100 fino all'ottenimento del requisito indicato per la pensione di vecchiaia. L'unica eccezione al cumulo è rappresentata dal lavoro autonomo occasionale riconosciuto, qualora non superi i cinque mila euro annui. È prevista la finestra d'uscita per i privati con decorrenza dal mese di aprile, mentre per i lavoratori pubblici è fissata per il mese di luglio 2019. Per l'uscita nel pubblico i lavoratori dovranno presentare un preavviso circa sei mesi prima.

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Cumulo dei contributi con Quota 100

Se dal un lato Quota 100 pone il veto al cumulo dei redditi da lavoro dipendente o autonomo fino all'ottenimento della vecchiaia, concedendo solo la possibilità del cumulo per un limite di cinque mila euro annui ai lavoratori autonomi occasionali, dall'altra concede il diritto di cumulare i contributi maturati nel corso degli anni derivanti da gestioni diverse.