Arriva lo sconto per riscattare gli anni del percorso accademico per gli under 45 che abbiano iniziato la propria attività lavorativa a partire dall'anno 1996 e che ricadono, dunque, interamente nel regime pensionistico contributivo. A stabilirlo è il ''decretone'' sul reddito di cittadinanza e sulla cosiddetta 'quota cento'. La decisione arriva con l'obiettivo di concedere un'agevolazione alle nuove generazioni, in particolar modo per coloro che hanno 'carriere discontinue': la scelta, quindi, servirà a coprire, con costi limitati e contenuti, i cosiddetti 'buchi contributivi'. Sarà possibile, infatti, sino a cinque anni di percorso accademico con il pagamento di una quota minima.

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Salvini: 'No adeguamento speranze di vita'

Sulla questione è intervenuto anche l'attuale ministro dell'Interno, nonché vice presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Salvini, in occasione di una conferenza stampa nella quale ha illustrato gli effetti della nuova 'quota cento': "Non esiste alcun adeguamento alle speranze di vita, bensì semplicemente l'eventualità di poter riscattare gli anni della laurea in maniera agevolata. Nella decisione verranno comunque tutelati i vari reparti delle forze dell'ordine" - ha dichiarato il leader politico del Carroccio - Lega Nord.

Di Maio: 'Sconto del 30%'

Presente nella serata di ieri come ospite alla trasmissione televisiva 'Porta a porta' su Rai Uno, sulla vicenda si è espresso anche l'attuale vice-premier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio. Al giornalista Bruno Vespa, il capo del Movimento Cinque Stelle ha specificato come lo sconto per riscattare gli anni accademici sarà pari al 30%.

I costi del riscatto

Per poter riscattare gli anni della laurea basteranno appena poco più di cinque mila euro (5.241,30 euro per la precisione), contributo annuale da pagare per ogni anno di studio da riscattare.

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Riscattare la laurea, in modo da aumentare gli anni di anzianità contributiva pensionistica, costerà, quindi, decisamente meno. La norma, infatti, prevede uno sconto che, secondo i sondaggi e i calcoli e gli studi statistici della Fondazione degli Studi dei Consulenti del lavoro, sarà piuttosto sostanzioso: un lavoratore in regime contributivo con un guadagno di circa 40 mila euro annuali, per esempio, avrebbe dovuto pagare intorno ai 13 mila euro ogni anno, circa il 60% in più.