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Il sistema previdenziale pubblico ha registrato un calo di circa 700mila pensionati nell'arco dell'ultimo decennio. Lo evidenzia l'Istat all'interno del proprio rapporto sulle "condizioni di vita dei pensionati", nel quale sono stati analizzati i dati raccolti nel biennio 2016 - 2017. I trend emersi non stupiscono, confermando i problemi già delineati nei precedenti dossier pubblicati dall'Inps. A colpire in particolar modo è il calo dei pensionati: nel corso del 2017 sono 16 milioni coloro che percepiscono un assegno, con un calo di circa 23mila persone rispetto all'anno precedente. Cresce però l'entità media dell'assegno lordo, salendo di circa 306 euro e arrivando così a toccare le 17886 euro l'anno.

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Ancora troppe le differenze di genere: importi degli assegni più bassi di circa 6mila euro per le donne

Rispetto al quadro generale appena delineato, bisogna però evidenziare che vi sono profonde differenze nel modo in cui vengono distribuite le risorse destinate al comparto previdenziale. Continuano a permanere forti differenze di genere: le donne rappresentano infatti poco più della meta dei soggetti che percepiscono un assegno, ma l'importo medio risulta più basso di circa 6mila euro. Un fenomeno che si può spiegare con carriere discontinue dovute agli impegni familiari ed al mancato riconoscimento del lavoro di cura.

Si ampliano le differenze nelle pensioni erogate tra il Nord ed il Sud Italia

Oltre alle problematiche legate alle differenze di genere, persistono anche importanti differenze territoriali tra le diverse Regioni del Nord e del Sud Italia.

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In particolare, le Pensioni erogate nel Nord - Est risultano superiori del 20% rispetto a quelle distribuite nel Mezzogiorno: si tratta di una fotografia in grado di evidenziare quanto risulti ancora profondo il divario tra le diverse parti del Paese. Infine, continuano a diminuire anche i percettori di assegni che nel frattempo proseguono un'attività lavorativa. Si passa dai 432mila soggetti del 2016 ai 411mila del 2017. Nell'85% dei casi sono pensionati che affiancano all'assegno un'attività autonoma, due terzi dei quali nel nord Italia. Tra le notizie positive il fatto che l'incidenza del rischio di povertà nelle famiglie dove c'è almeno un pensionato è più bassa, attestandosi al 16,4% contro il 24% delle altre famiglie.

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Il rischio di situazioni di disagio aumenta però nei casi in cui i pensionati vivono da soli, attestandosi in questo caso specifico al 22,3%.