Le Pensioni anticipate con la Quota 100, per cui sono già state inviate circa 40mila domande secondo i numeri diffusi dal vicepremier leghista Matteo Salvini, quest’anno potrebbero costare alle imprese italiane un miliardo in più rispetto all’anno scorso per via della liquidazioni del Tfr (il Trattamento di fine rapporto). Potrebbe essere questo uno degli effetti ancora non considerati, o forse sottovalutati. Ed è comunque abbastanza cauta la stima del miliardo di euro, considerato che si fa riferimento alle liquidazioni dei trattamenti di fine rapporto maturate soltanto negli ultimi undici anni.

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Pensioni, i costi di Quota 100 per piccole e medie imprese

La questione, di cui si occupa Il Sole 24 Ore oggi in edicola, viene fuori dalla relazione tecnica del decretone che contiene, tra l’altro, il tanto atteso Reddito di cittadinanza e, sul fronte previdenziale, oltre alla Quota 100 (con i paletti dei 62 anni di età e i 38 di contributi), anche la proroga di Ape social e Opzione donna, due delle misure in vigore ancora in via sperimentale. Secondo quanto viene fuori dalla relazione tecnica del maxi decreto dei 102.000 lavoratori del settore privato che nell’anno in corso potrebbero uscire dal lavoro con le nuove norme, 36.000 lavorano in aziende con più di cinquanta dipendenti.

Sul Sole 24 Ore i contenuti della relazione del decretone

Il loro prepensionamento con Quota 100 andrebbe a determinare quest’anno liquidazioni, da parte dell’Inps, di trattamenti di fine rapporto per 585milioni di euro. Sono invece dipendenti di aziende minori gli altri 66.000 lavoratori del settore privato che potrebbero accedere alla nuova forma di pensione anticipata. Il risultato complessivo, secondo quanto emerge dalla relazione tecnica del decretone, è un monte liquidazioni che ruota intorno al miliardo di euro, al netto dei lavoratori che hanno optato di girare il Trattamento di fine rapporto a una soluzione di previdenza complementare.

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Si registra dunque una disparità tra datore di lavoro privato e datore di lavoro pubblico per cui, invece, il decreto prevede rinvii e prestiti. Come si ricorderà, con Quota 100 si può andare in pensione a 62 anni con 38 anni di contributi che dovranno maturare entro il 31 dicembre 2021 visto che la misura è stata introdotta in via sperimentale per tre anni. Successivamente il requisito anagrafico richiesto sarà adeguato all’aumento delle aspettative di vita.