Si chiama indennità di vacanza ed è l’elemento provvisorio di stipendio erogato per il periodo intercorrente tra la scadenza di un contratto collettivo ed il suo rinnovo. In pratica, quando un CCNL scade e non si provvede immediatamente al suo rinnovo, ai lavoratori viene erogata una somma aggiuntiva di stipendio dopo 3 mesi di vuoto contrattuale. Questa indennità di vacanza sortirà il suo effetto per i lavoratori della Pubblica Amministrazione a partire da aprile, perché tutti i CCNL di ciascun comparto della Pubblica Amministrazione sono scaduti il 31 dicembre scorso. Dal primo aprile anche Carabinieri, Poliziotti e Forze dell’Ordine e Armate in genere, riceveranno una busta paga leggermente più pesante.

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Tutto confermato anche da NoiPa

Anche il portale di NoiPa, il sistema informativo dei dipendenti pubblici (lo usano tutti tranne i Carabinieri), ha confermato ciò che accadrà ad aprile. Dal prossimo aprile è previsto un piccolo aumento di stipendio per tutti i dipendenti pubblici. La nota di NoiPa richiama all’articolo 1 comma 440 della legge di Bilancio del 2019 (la legge 145/2018) che prevede una piattaforma di rinnovo dei contratti per i dipendenti pubblici per il triennio 2019-2021 con tanto di vacanza contrattuale da pagare decorsi 3 mesi dalla scadenza del precedente accordo.

L’aumento previsto varia naturalmente in base alla retribuzione di ciascun lavoratore ed è commisurato al tasso di inflazione che l’Istat ha certificato nella misura dell’1,1%.

Come funziona il meccanismo dell’indennità

Nella busta paga di aprile pertanto ci sarà un aumento di stipendio, una voce aggiuntiva e provvisoria nel cedolino. Dal 1° aprile al 30 giugno 2019 ci sarà un aumento dello 0,42%, mentre dal 1° luglio in poi l’aumento sarà dello 0,70%, questo quanto prevede l’indennità di vacanza riferita a questi lavoratori.

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In base alla media generale delle retribuzioni di tutti i lavoratori statali, quantificata in 25.184 euro annui, per il periodo che va da aprile a giugno si registreranno incrementi medi di circa 5 euro a testa netti, per salire a circa 8 euro dal mese di luglio.

Nel frattempo continuano a circolare le voci sulla piattaforma di rinnovo. Proprio ieri, commentando le parole di una intervista del Ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, hanno contestato alcuni provvedimenti del governo come le impronte digitali o la riduzione di importanza che si vuole dare al ruolo della contrattazione e ribadendo il fatto che nella manovra c’è solo il richiamo alla vacanza contrattuale, ma non si parli in alcun modo di cifre per rinnovare necessariamente i contratti per tutti i lavoratori delle PA.

Rinnovo e quindi aumenti di stipendio che vanno discussi con le parti sociali perché dalle indiscrezioni che trapelano, le risorse di cui ipotizza l'utilizzo il governo per il triennio contrattuale 2019-2021 corrisponderebbero ad un aumento pro capite pari a circa 18 euro netti, quasi quanto l'indennità di vacanza contrattuale, cifre naturalmente inaccettabili da parte dei lavoratori.