Le nuove Pensioni anticipate tramite quota 100 e l'opzione donna, oltre alle ulteriori misure di flessibilità previste all'interno del "decretone", sono destinate ad aumentare in modo importante il numero dei prepensionamenti. Il dato emerge dalle ultime rilevazioni dell'Istituto pubblico di previdenza, che indica un possibile raddoppio delle uscite anticipate rispetto all'anno precedente. Il condizionale è d'obbligo, visto che al momento si parla solo di proiezioni, mentre il dato certo potrà essere riscontrato solo alla fine dell'anno.

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Ma il trend è ormai chiaro, anche perché i dati sulle richieste di quiescenza in arrivo con le nuove opzioni rese recentemente disponibili non lasciano adito a troppi dubbi.

Pensioni flessibili, le nuove stime parlano di 290mila uscite

Entrando nel merito dei dettagli riguardanti la situazione previdenziale, l'Inps indica che nel corso del 2018 i prepensionamenti avviati con le opzioni al momento disponibili (ad esempio facendo ricorso all'uscita di anzianità) corrispondevano a quasi 168mila unità.

La nuova quota 100 porta invece le proiezioni al termine del 2019 a 290mila uscite, evidenziando quindi la potenzialità di un raddoppio delle quiescenze con criteri diversi da quelli di vecchiaia (cioè almeno 67 anni di età e 20 anni di contribuzione).

Tutto pronto per i primi pagamenti degli assegni tramite Q100

Dalla teoria alla pratica, è chiaro che la nuova quota 100 potrebbe certamente avere un impatto importante sulla flessibilizzazione dei criteri di pensionamento previsti dalla legge Fornero, sebbene resti comunque soggetta a diverse critiche per il limite di un elevato requisito contributivo di accesso (fissato ad almeno 38 anni di versamenti).

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Per i riscontri pratici del provvedimento non bisognerà comunque attendere molto: il prossimo 1° aprile 2019 partiranno infatti i primi pagamenti, che secondo le ultime stime potrebbero interessare circa 32mila nuovi pensionati. Con il mese di maggio dovrebbero poi arrivare ulteriori 20mila liquidazioni, portando il totale dei nuovi prepensionamenti oltre le 50mila unità. È chiaro che davanti alla possibilità di approfittare di un'uscita agevolata dal lavoro molti lavoratori potrebbero aver scelto di non perdere tempo, visto che la sperimentazione al momento resta legata ad una scadenza triennale ed ai fondi erogati a sostegno delle misure.

In tutta evidenza, per molti è quanto basta ad andare oltre l'accettazione di un assegno più basso (in virtù dei minori versamenti) e all'impossibilità di cumulare l'emolumento con l'eventuale prosecuzione dell'attività lavorativa.