Alla Camera si attende il voto di fiducia al cosiddetto decretone che include le misure in materia previdenziale come Quota 100 e reddito di cittadinanza. Solo dopo, infatti, il testo passerà al Senato per una terza lettura e la successiva conversione in legge che dovrà avvenire entro il 29 marzo.

Liquidazione provvisoria con decorrenza primo aprile

Intanto, stando a quanto afferma "Fanpage", i primi assegni pensionistici richiesti con il sistema delle quote ideato dal nuovo esecutivo, verranno liquidati a partire dal primo aprile.

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Tuttavia, tutti coloro che hanno maturato almeno 62 anni di età anagrafica unitamente ai 38 anni di versamenti contributivi e che hanno fatto richiesta di pensionamento anticipato riceveranno il primo rateo ma si tratta di una liquidazione provvisoria visto che non verrà verificata nessuna cessazione del rapporto di lavoro.

Difatti, stando a quanto affermato anche dalla stessa dirigente generale dell'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale Gabriella Di Michele, non verrà controllato il cosiddetto Unilav, ovvero il modulo che il datore di lavoro dovrà compilare per comunicare la cessazione del rapporto di lavoro del dipendente.

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Pensioni

"Si ritiene opportuno consentire in via straordinaria di procedere alla liquidazione provvisoria sulla base delle dichiarazioni di cessazione contenute nella domanda"; è quanto si legge nel messaggio diramato nei giorni scorsi dall'ente di previdenza.

Bignami: 'assegni liquidati non conformi alla normativa'

Tuttavia, per i quotisti che hanno richiesto il pensionamento anticipato, gli assegni arriveranno con decorrenza primo aprile ma nel caso in cui dalle future verifiche emerga che il lavoratore non abbia realmente cessato il rapporto di lavoro, la somma erogata dovrà essere restituita per intero.

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Contrarietà da parte del deputato di Forza Italia Galeazzo Bignami secondo il quale si possa concretizzare il rischio che i trattamenti pensionistici possano essere liquidati in modalità non conformi all'attuale normativa. Inoltre, sempre secondo lo stesso deputato di Forza Italia, le numerose richieste pervenute all'Inps potranno comportare un ulteriore aggravio di lavoro per i dipendenti dell'ente di previdenza con il rischio che possano essere trascurate le altre prestazioni che molti lavoratori hanno già presentato e che si attendono che vengano erogate.

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