Un altro emendamento è stato presentato alla Camera a margine dei lavori volti a convertire il cosiddetto decretone in legge. Questa volta, si tratta degli esodati rimasti penalizzati dalle rigide norme dettate dalla Riforma Fornero varata nel 2011. Difatti, con la nuova proposta, circa 1.300 lavoratori avranno la possibilità di anticipare l'uscita dall'attività lavorativa con il meccanismo della Quota 100 e con l'Opzione Donna.

Nuova possibilità per l'uscita degli esodati

Stando a quanto riportato dal quotidiano "Il Corriere della Sera", un emendamento al decretone prevede anche il riscatto degli anni di laurea ai fini contributivi; una strada che potrebbe essere percorsa da molti lavoratori senza nessun tetto d'età: gli interessati, infatti, avrebbero la possibilità di riscattare fino a otto anni gli anni di laurea con un costo a forfait pari a circa 2.620 euro per ogni anno di contribuzione.

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Tuttavia, si avrebbe la possibilità di anticipare l'uscita raggiungendo i requisiti previsti dal nuovo meccanismo della Quota 100, ovvero, 62 anni di età anagrafica unitamente ai 38 anni di versamenti contributivi.

Secondo quanto riportato da "Il Sole 24 Ore", la misura riguarderebbe circa 1.300 esodati che nel 2012 hanno dovuto fare i conti con le rigide norme in materia previdenziale entrate in vigore con la precedente Legge Fornero. L'emendamento riguardante la categoria degli esodati, infatti, è pronto per essere analizzato e non sono esclusi altri ritocchi che possano accompagnare il testo prima della conversione in legge definitiva che dovrà avvenire entro il 29 marzo.

Bernini: 'Il decretone è un pozzo senza fondo'

Tuttavia, gli esodati potranno scegliere di anticipare l'uscita anche con il meccanismo del regime sperimentale donna visto che, il Governo giallo-verde ha previsto la proroga fino al 31 dicembre 2019.

Un nuovo correttivo al decretone, inoltre, prevede la possibilità di riscattare i vuoti contributivi derivanti dai periodi di aspettativa mentre una nuova modifica è attesa per le lavoratrici, le quali avranno la possibilità di anticipare l'uscita di ulteriori quattro mesi per ogni figlio a carico fino ad un massimo di dodici mesi.

Dura la critica del ministro della senatrice di Forza Italia Anna Maria Bernini secondo la quale mancherebbero le coperture per finanziare i due interventi sbandierati da Lega e Movimento 5 Stelle: "Il decretone è una specie di pozzo senza fondo e soprattutto senza le coperture necessarie", ha aggiunto.

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