Il decreto su quota 100 e reddito di cittadinanza sta ultimando il suo iter parlamentare di conversione in legge. Il cosiddetto decretone adesso è alla Camera per la seconda lettura e per la valutazione degli emendamenti. Si tratta delle proposte correttive che tutti i gruppi parlamentari possono presentare al governo per sciogliere i nodi delle misure contenute nel decreto. Come al Senato, anche alla Camera dei deputati la maggior parte delle proposte di correzione riguardano il reddito di cittadinanza, la misura di contrasto alla povertà le cui domande sono partite lo scorso 6 marzo.

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I punti più discussi della misura restano quelli riguardanti le famiglie con invalidi, i pensionati ed il contrasto ai cosiddetti “furbetti”. Come sottolinea il quotidiano Il Sole 24 ore, in Commissione lavoro della Camera sono stati depositati emendamenti congiunti di Lega e M5S che potrebbero riscrivere diverse norme della misura proprio per i punti di cui parlavamo prima.

Emendamenti della maggioranza

Continua la lotta contro quelli che Il Sole 24 Ore definisce “comportamenti opportunistici per rientrare nel reddito di cittadinanza”.

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Affari E Finanza

Dopo gli interventi del Senato, che ha prodotto la serrata sui finti cambi di residenza e sui finti divorzi che diventano inutili ai fini della concessione del sussidio a quanti li abbiano completati dopo il 1° settembre 2018, anche alla Camera arrivano proposte contro i furbetti. Elena Murelli e Dalila Nesci, parlamentari rispettivamente di Lega e M5S sono le relatrici di un emendamento che mette un freno ai finti genitori single. Per poter richiedere il reddito di cittadinanza l’emendamento prevede che l’Isee, in presenza di figli minorenni, debba essere riferito alla situazione patrimoniale e reddituale di entrambi i genitori. Questo anche nel caso in cui i due genitori non risultino conviventi e nemmeno sposati.

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Altre correzioni in arrivo

La misura prevede l’erogazione di un sussidio mensile che verrà versato su una speciale social card che da metà aprile dovrebbe essere consegnata ai primi beneficiari tramite le Poste Italiane. I soldi caricati sulla card non potranno essere prelevati tutti in contanti, ma andranno spesi per acquisti di beni di prima necessità, in farmacia o per pagare le bollette. Per un single sarà di 100 euro al mese il massimo prelevabile in contanti.

Una proposta arrivata alla Camera corregge parzialmente questo aspetto della misura ma solo per la pensione di cittadinanza. Se il beneficiario del reddito è un pensionato, l’erogazione del benefit potrebbe essere totalmente in contanti, come tutte le altre prestazioni pensionistiche, cioè direttamente allo sportello in banca o alle Poste. Grazie ad un ritocco della scala di equivalenza Isee, per le famiglie che hanno nel proprio nucleo familiari disabili, viene previsto un aumento del tetto massimo di sussidio di 50 euro al mese.

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In questo caso il tetto massimo di reddito di cittadinanza erogabile mensilmente sale a 1.380 euro. Per questo correttivo però verrebbero imposti limiti stringenti soprattutto sulla composizione del nucleo familiare. Il surplus sarà erogato solo a famiglie con un invalido ma composta alternativamente da 4 adulti, da 3 adulti e 2 minorenni o da 2 adulti e 4 minorenni. Altro intervento riguarda l’ampliamento dei benefici da concedere ai beneficiari del reddito di cittadinanza.

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Gli sconti tariffari concessi sulle bollette di luce e gas per i beneficiari del sussidio, vengono allargati anche alle bollette idriche.

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