"Non c'è nulla per gli esodati, niente nona salvaguardia e nessuna soluzione con la pace contributiva o con l'Ape Sociale", lo ha annunciato il coordinatore del Comitato esodati Claudio Ardizio dopo l'ulteriore beffa per questa categoria di lavoratori penalizzati dalla precedente Riforma Fornero.

Nessuna salvaguardia per gli esodati

Se da un lato il Governo ha saputo mantenere la parola su alcuni interventi riguardanti l'estensione del reddito di cittadinanza alle famiglie con disabili gravi, sul riscatto agevolato degli anni di laurea, sulla liquidazione del Trattamento di Fine Servizio per gli statali e sull'eliminazione delle finestre mobili per i lavori usuranti, dall'altro non è riuscito a mantenere l'impegno sui cosiddetti esodati. La Commissione Lavoro alla Camera, infatti, ha bocciato gli emendamenti riguardanti gli incentivi in materia previdenziale che avrebbero concesso maggiore flessibilità in uscita per circa 1.300 lavoratori. Nessuna salvaguardia, quindi, per quasi seimila esodati rimasti esclusi nei precedenti provvedimenti di tutela.

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Stando agli emendamenti presentati, infatti, la categoria degli esodati avrebbe avuto la possibilità di colmare i vuoti contributivi con la contribuzione figurativa fino a otto anni al fine di rendere più semplice l'accesso alla pensione con il sistema della Quota 100, ovvero a partire dai 62 anni di età anagrafica unitamente ai 38 anni di versamenti contributivi o con il regime sperimentale donna che, invece, richiede un'età anagrafica pari a 57 anni accompagnata dai 35 anni di contribuzione effettiva.

Marattin: 'Lega come Fornero'

Stando a quanto riporta il quotidiano "Il Manifesto", il Governo giallo-verde non avrebbe presentato ulteriori emendamenti per estendere la pace contributiva o far accedere all'Ape Sociale gli esodati come promesso anche dal sottosegretario al Ministero del Lavoro Claudio Durigon. Tuttavia, la motivazione sta nel fatto che le coperture economiche per ulteriori interventi non sarebbero sufficienti. "La Legge Fornero rimane inalterata. La finestra è ingiusta perché sarebbe giusto mantenerla solo per i lavori usuranti e faticosi.

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Darla a tutti i lavoratori è ingiusto in un sistema come il nostro", ha spiegato il deputato del Partito Democratico Luigi Marattin commentando anche l'eliminazione delle finestre mobili di tre mesi ai soli lavoratori che svolgono mansioni particolarmente faticose.